Translate in English
Formazione Progetti
Agevolazioni Cultura/Eventi
Previdenza Donazioni
Eco-nomia ADUSBEF

mi.ro produzioni
promozione, distribuzione e produzioni musicali
Antimanuale di Economia

Pagina 03 - La moneta – Il dollaro.

Nel 1969 il presidente americano Nixon, genio politico, ha fatto la scelta giusta, ha scelto l’industria contro la finanza, dicendosi che, la potenza militare-industriale degli Stati Uniti avrebbe garantito il dollaro. Nixon ha fatto esplodere il sistema di Bretton Woods lasciando fluttuare il dollaro. Nel 1971 il dollaro esce dall’allineamento con l’oro. E’ stata una scommessa formidabile!. La scommessa che la sola firma degli Stati Uniti, la fiducia che essi ispirano per le loro dimensioni e la loro potenza sarebbero bastate a garantire il valore della loro moneta. Scommessa vinta. Gli Stati Uniti possono di nuovo emettere tutta la moneta che vogliono e finanziare la loro industria. Ora tocca agli altri Paesi chiedere, tutti i giorni, giorno dopo giorno, la conversione della loro moneta in dollari sui mercati dei cambi liberi. L’euro è forte ? Benissimo! Le esportazioni americane volano. L’euro è debole? Benissimo!. I capitali affluiscono negli Stati Uniti, gli investimenti e la produttività decollano : è il grande ritorno alla funzione regale della moneta.
Il dollaro è la moneta superiore perché gli Stati Uniti sono la potenza superiore : accettano un deficit enorme ma è il deficit che faceva ridere il premio Nobel Milton Friedman, perché è denominato in dollari. Superba e regale la sua dichiarazione : “ Quello che devo è denominato nella mia moneta. Quindi non devo niente a nessuno ”. Concretamente cosa vuol dire ? Semplicemente che gli Stati Uniti si possono permettere il lusso di stampare moneta, dollari, molto al di là delle loro riserve auree, ossia dello stock di oro posseduto dalla Federal Riserve americana, custodito a Fort Knox. Possono alimentare la loro industria senza limitazioni : tutto il risparmio giapponese, e in buona parte di quello europeo, ora quello cinese, sognano di trovare impieghi negli Stati Uniti. Gli Stati Uniti sono di fatto, il “ banchiere del mondo ”. Nel 1976 sono stati sottoscritti gli accordi della Giamaica che hanno sepolto per sempre il ruolo dell’oro in quanto moneta internazionale di riserva. I paesi europei firmano con gioia, ma non hanno capito che nell’epoca dell’oro esisteva qualcosa, un equivalente generale, una moneta superiore a tutte le altre che impediva a uno Stato di dominare gli altri ed evitare che le economie venissero sottomesse da una potenza dominante, alla faccia del libero mercato !!. A chi giova all’assenza di regole ? A quelli che hanno forza. La liberalizzazione delle monete ha avvantaggiato la sola moneta che poteva associare la forza alla libertà : il dollaro.
La creazione dell’euro, nel 2001, e della Banca Centrale Europea ( BCE ) rinnova questa supremazia degli Stati Uniti sul resto del mondo, proprio nella differenziazione delle sue caratteristiche peculiari : negli Stati Uniti il sistema della Federal Riserve ( Banca Centrale
americana ) è responsabile nei confronti del Congresso, mentre la BCE è autonoma non deve dipendere da nessuno. Questo cosa comporta ? Che negli Stati Uniti, è il controllo pubblico, lo Stato ad avere in mano la leva del credito, ad emettere moneta in quantità desiderata. Lo stato di sovrano del mondo, permette agli Stati Uniti di accaparrarsi ogni anno i 2/3 del nuovo risparmio mondiale proveniente essenzialmente dal Giappone e dall’Europa, ora anche dalla Cina ( la sua Banca Centrale ha accumulato 600 miliardi di dollari di riserve valutarie, di cui 200 miliardi in buoni del Tesoro Usa ).Questa “ dipendenza ” americana dalle risorse valutarie straniere, in particolare di quella cinese, stato comunista, dalle dimensioni geografiche ( tre volte e mezzo gli Stati Uniti ! ) e demografiche ( una popolazione di un miliardo e 300 milioni di individui ) spaventa gli esperti mondiali. In realtà l’amministrazione americana è ben consapevole della potenza economica che si annida e cresce nel paese di Confucio, quello che la preoccupa e deve essere sempre “ monitorata ” è la crescita militare ( vale anche per l’Europa ).

Copyright © ALAGOAS | Credits: ImmaginaWEB