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Antimanuale di Economia

Pagina 08 - La Borsa

La Borsa, almeno in Francia, non serve a finanziare l’economia , la crescita e l’accumulazione. Sono l’autofinanziamento (investimento degli utili) o l’indebitamento a finanziare le imprese. Ma forse la Francia è un paese “ in ritardo ” che punta ancora sul settore bancario per finanziare la crescita invece di ricorrere direttamente al risparmio dei consumatori raccolto dal mercato borsistico? Forse l’Europa si comporta diversamente? NO!. Nell’insieme dei mercati europei l’emissione netta di azioni , ossia il valore lordo di tutte le azioni emesse al netto dei riscatti (riacquisti di azioni proprie da parte delle imprese) e dei dividenti versati agli azionisti, è negativa da parecchi anni. I dividenti raggiungono un valore vicino a quello delle emissioni di azioni, vale dire che le società emettono azioni solo per remunerare i propri azionisti. Questa situazione oggi non è cambiata.
Ma negli Stati Uniti, patria del capitalismo conquistatore, come vanno le cose ? Nello stesso modo !. Patrick Artus, grande economista, scomodo, ha studiato l’evoluzione delle emissioni nette di azioni a partire dal 1985 : salvo nel breve periodo 1991 – 1994, durante il quale vi è stata un’emissione media netta di 50 miliardi di dollari, ossia poco o nulla, la borsa ha distrutto capitale. Ne ritira più di quanto ne emette !. Nel 2001, per esempio, il volume delle azioni emesse è stato più che controbilanciato da quello delle azioni distrutte, cosicché il totale delle emissioni nette di capitale è risultato negativo, pari a meno 300 miliardi di dollari. La Borsa ha distrutto capitale.
Perché accade questo? Perché le imprese riacquistano sovente le loro azioni e distruggono una parte del capitale proprio per gonfiare aritmeticamente il rapporto fra gli utili e il capitale proprio e quindi far risultare tassi di profitto più alti, graditi dai gestori di patrimoni, fondi pensione che chiedono il rendiconto (torneremo su questo importante argomento), nonché gli analisti e le agenzie di rating. Si parla di effetto di addensamento del capitale, o effetto leva. Una parte di queste azioni riacquistate vengono assegnate, in modo perverso, sotto forma di stock options (opzioni su azioni) ai massimi dirigenti aziendali.

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