di Edmondo Rho
Meno auto in centro e meno vetture inquinanti. Dopo il grande rientro, la scommessa del sindaco sembra vinta. Ma non mancano le polemiche.
Letizia Moratti ha vinto la sua scommessa, almeno per ora: l’ecopass per entrare in centro, fortemente voluto dal sindaco di Milano, ha fortemente ridotto la circolazione dentro la cerchia dei Bastioni, dove viene applicato il discusso provvedimento (che non piace anche a diversi esponenti della maggioranza di centrodestra). E tutto è avvenuto senza provocare ingorghi: semplicemente sembra essersi ridotto l’uso dell’automobile.
Nei primi giorni di gennaio, con la città semideserta e molti milanesi ancora in vacanza, la riduzione dei veicoli in centro aveva superato il 50 per cento rispetto alla media. E non sono mancate le critiche per le difficoltà tecniche incontrate da molti cittadini per attivare l’ecopass. Ma poi, a sorpresa, la giunta Moratti ha vinto anche il test della settimana successiva con le scuole riaperte e una diminuzione del traffico di circa il 30 per cento: lunedì 7 gennaio nella cerchia dei Bastioni sono entrati 62.181 veicoli contro una stima giornaliera di 90 mila veicoli che circolano in centro.
Ma questi dati sono davvero attendibili, e segnano una vittoria contro l’inquinamento? I passeggeri sulla metropolitana sono aumentati per ora di un 2,5 per cento (24 mila viaggi) sull’anno scorso. E lo stesso Edoardo Croci, assessore al Traffico del Comune, invita alla prudenza: «Siamo in attesa di un assestamento della situazione». Mentre dall’opposizione Maurizio Baruffi, capogruppo dei Verdi in consiglio comunale, non si accontenta: «Bisogna estendere il pagamento dell’ecopass a tutti i veicoli che entrano in centro, perché tutti in qualche modo inquinano. Altrimenti, non caleranno le polveri sottili e ci sarà solo una riduzione delle emissioni di anidride carbonica».
Nel frattempo, il vero cambiamento riguarda il tipo di veicoli circolanti: secondo i dati del Comune, sono calate del 49 per cento in centro le auto più inquinanti, quelle che pagano l’ecopass. Infatti, conti alla mano, non deve pagare il ticket ben l’80 per cento dei veicoli fotografati all’ingresso della cerchia dei Bastioni: sono quelli a benzina euro 3 o euro 4, diesel euro 4 con filtro antiparticolato, quelli con alimentazione a gpl, metano, elettrica e ibrida.
La polemica politica, però, cova ancora sotto la cenere. Baruffi provocatoriamente chiede «le scuse degli esponenti del centrodestra che hanno contestato il sindaco». La Lega Nord continua a proporre, come alternativa all’ecopass, la chiusura del centro storico. E anche i socialisti attaccano il sindaco chiedendo che entro 6 mesi si tenga un referendum: Franco D’Alfonso ricorda le differenze con la chiusura del centro storico varata dalla giunta di Carlo Tognoli «dopo un largo dibattito sfociato in un referendum che ne confermò la validità con oltre il 70 per cento dei voti. Il centrodestra l’abolì senza alcuna alternativa».
Ma ora c’è il nuovo decisionismo di Letizia Moratti. Che il referendum si è impegnata a farlo, dopo un anno, e punta sull’ecopass per recuperare i consensi perduti.
I sondaggi, da quello di Panorama dell’autunno scorso a quello recente del Sole 24 Ore, danno stabilmente il sindaco sotto la soglia del 50 per cento di gradimento. Per ora le resta la grande soddisfazione di vedere che anche il sindaco di Torino pensa di limitare in autunno, pur con qualche variazione rispetto a Milano, l’accesso al centro della città.
Fonte: www.panorama.it 13 gennaio 2008
Polvere di speranza
di Elena Porcelli
A gennaio il Pm10 a Milano è calato sensibilmente. Così pure i ricoveri di bimbi per patologie respiratorie. Merito del ticket per il centro? Forse, ma è presto per dirlo.
Il numero di bambini finiti al pronto soccorso per malattie respiratorie nel centro di Milano è diminuito del 60 per cento da quando è stato introdotto l’ecopass, cioè la tassa (da 2 a 10 euro al giorno) per circolare con i modelli di auto e camion più inquinanti all’interno della cosiddetta cerchia dei bastioni.
La notizia viene da una ricerca svolta dall’ospedale Macedonio Melloni che ha confrontato due periodi di 10 giorni, quello tra il 22 e il 31 dicembre e quello tra l’1 e il 9 gennaio, incrociando i dati sui ricoveri con quelli sulla presenza di polveri sottili, Pm10, nell’aria della città.
«In realtà» spiega Alessandro Fiocchi, primario di pediatria dell’ospedale, «il mio obiettivo è solo quello di provare la correlazione statistica fra alcuni tipi di inquinamento e alcune malattie dei bambini, come bronchiti, bronchioliti e broncopolmoniti. Che i ricoveri calino al calare delle polveri sottili, che nei primi giorni del 2008 si sono dimezzate, è un fatto, provato anche da scienziati neozelandesi e statunitensi. Ma non ho le competenze per dire se la pulizia dell’aria sia merito dell’ecopass o di altri fattori ambientali».
La diminuzione dei ricoveri è stata riscontrata anche nell’altro grande pronto soccorso pediatrico di Milano, De Marchi. «Ma ci sono anche altri fattori di cui tener conto» commenta il responsabile della struttura, Emilio Fossali «per esempio nei primi giorni dell’anno i bambini erano ancora in vacanza e non c’è stato l’abituale afflusso che riscontriamo quando sono tutti all’asilo».
Certo, l’idea che l’ecopass sia benefico per la salute dei bambini è stuzzicante, perché darebbe una forte motivazione in più al sacrificio di chi deve rinunciare a circolare in centro con l’auto vecchia o mettere in bilancio una spesa in più. Ma Angelo Giudici, responsabile del servizio qualità dell’aria dell’Agenzia regionale prevenzione e ambiente (Arpa) Lombardia, spegne un po’ gli entusiasmi: «Per poter valutare l’efficacia dell’ecopass, come di qualsiasi misura del genere, bisognerà attendere. La concentrazione di polveri sottili, infatti, dipende da numerosissimi fattori, molti dei quali indipendenti dalle azioni umane, come il clima. Su Milano, in particolare, pesa lo scarso ricambio d’aria. A Parigi o Londra il vento ha una velocità media di 3,5 metri al secondo, da noi di 0,9, per cui l’inquinamento rimane tutto in città».
Ecopass ininfluente? «Niente affatto» spiega l’esperto «non esiste la soluzione al problema dell’inquinamento, ma una serie di misure, tra cui l’introduzione dell’ecopass, che possono ottenere buoni risultati. Questi, però, saranno dimostrabili scientificamente solo tra un paio d’anni, quando si potranno confrontare i dati medi di periodi omogenei dal punto di vista del clima».
E nel frattempo? «Per esempio» risponde Giudici «i cittadini che hanno un caminetto dovrebbero osservare la legge regionale che vieta di accendere fuochi di legna. E naturalmente nessuno dovrebbe esagerare con il riscaldamento in casa. Ma il Pm10 viene anche da fonti insospettabili, per esempio è prodotto dalla fermentazione di molti concimi, naturali e chimici, usati in agricoltura».
Fonte: www.panorama.it 27 gennaio 2008 |