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Biotessuti made in Italy

di Paolo Foglia

Aiab certifica le prime produzioni tessili biologiche italiane.La produzione tessile è stata caratterizzata in questo secolo dalla introduzione e successiva forte espansione delle fibre sintetiche. Nonostante questo le fibre “naturali” sono state promosse con successo in molti Paesi, anche se spesso le condizioni in cui si realizzano sia la produzione agricola di piante da fibra tessile che la manifattura di prodotti tessili sono lontane da concetti definibili naturali e sono spesso sconosciute o ignorate dai consumatori di prodotti tessili.

Considerando, ad esempio, le problematiche connesse al cotone, a differenza della sua immagine naturale, la sua produzione è sempre più associata ad effetti aventi impatti negativi sull’ambiente che includono la massiccia introduzione di colture modificate geneticamente, la riduzione della fertilità dei suoli, la salinizzazione, la perdita di biodiversità, l’inquinamento delle acque e diversi problemi connessi all’uso dei pesticidi inclusi fenomeni di resistenza nei patogeni. Le problematiche ambientali connesse alle produzioni tessili hanno suscitato in vari Paesi l’attenzione sia dei consumatori che dell’industria.

All’inizio degli anni Novanta alcuni osservatori che operavano all’interno del settore tessile realizzarono che le considerazioni ambientali potessero costituire un’importante motivazione per le scelte dei consumatori e così lo sviluppo del mercato “environmental friendly” iniziò ad essere considerato un fattore strategico per le imprese del settore tessile.

Partendo da queste considerazioni l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (AIAB), avvalendosi della collaborazione e delle competenze del Centro Cotoniero Tessile ed Abbigliamento S.p.a. (CENTROCOT) di Busto Arsizio e del Centro Botanico di Milano, ha avviato un programma nazionale sul Tessile Biologico che ha portato alla predisposizione di uno standard italiano per i “Tessili Biologici” e allo sviluppo di un apposito schema di certificazione.

Lo standard, in linea con quanto enunciato dal “Sustainable Processing of Organic Fibres” dell’International Federation of Organic Agriculture Movements (IFOAM), risponde ai seguenti principi generali: le materie prime utilizzate devono essere solo fibre naturali ottenute tramite agricoltura biologica e certificate. Le materie prime che non siano fibre devono essere innocue per l’ambiente e per l’uomo. La trasformazione delle materie prime deve avvenire utilizzando tecniche appropriate e che riducano al minimo l’impatto sull’ambiente.

Nella trasformazione di tessuti biologici deve essere evitato l’impiego di sostanze chimiche di sintesi o di altre sostanze che siano inquinanti dell’ambiente e che possano costituire un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei consumatori. Per la colorazione possono essere utilizzati colori vegetali o minerali che comunque non contengano metalli pesanti o sostanze con proprietà carcinogeniche, mutagene e teratogene.

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Fonte: www.aiab.it

 

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