di Patrizia Feletig
Da una base d’asta di 99 centesimi in pochi giorni la quotazione ha raggiunto 13mila dollari: li ha sborsati un privato che ha partecipato all’asta su eBay per aggiudicarsi la prima cella solare stampata su film sottile. Si tratta di un salto tecnologico nello sfruttamento dell’energia solare realizzato dalla società californiana "NANOSOLAR". E’ la terza rivoluzione del fotovoltaico: una pellicola sottile a basso costo di produzione, estremamente flessibile e ad alta resa. Si parla già di tecnologia "distruttiva" cioè di un prodotto talmente avanzato da mettere in crisi i concorrenti del settore. Nanosolar è uscita dalla fase sperimentale in cui si accalcano aziende europee, cinesi, giapponesi e statunitensi, tutte intente a scovare un’alternativa di conversione delle radiazioni solari in elettricità che sia competitiva con gli altri metodi di generazione dell’energia.
Il paradosso del fotovoltaico sta nell’equazione finora irrisolta, che pone da un lato una fonte di energia illimitata, gratuita ed pulita, ma dall’altra, un costo per il suo sfruttamento troppo elevato per competere con le fonti fossili. Le tecnologie sono legate a materiali rari e costosi come il silicio, oltretutto insufficientemente efficienti. Se non fosse per i sussidi pubblici il solare sarebbe fuori mercato. Eppure la domanda cresce a ritmi forsennati: +34% a livello mondiale, trend confermato anche per l’Italia da ASSOSOLARE (Associazione dell'Industria Solare Fotovoltaica): +30% nel 2008.
Malgrado il contesto di innovazione fortissima, non si registravano novità nella fabbricazione di pannelli fotovoltaici. Rispetto ai primi pannelli commercializzati nel 1963 dalla Sharp, la tecnologia che sfrutta le proprietà di materiali semiconduttori come il silicio si è comunque evoluta. Sul mercato si trovano diverse tipologie di moduli (più moduli collegati compongono un pannello). I primi sono stati formati da celle (la componente base) che incapsulano sottili fette (wafer) di silicio nelle due varianti mono o policristallino. Altri in cui la cella non esiste più perché si "spruzza" il composto di silicio amorfo sulla superficie del modulo realizzando una specie di pellicola. Chiamata "film solare sottile", la tecnologia è meno costosa da produrre. Aveva però scarsa efficienza (appena il 20% del rendimento delle tradizionali celle al silicio). Si è comunque capito che era quella la strada con le prospettive più promettenti. Ora arriva la startup Nanosolar, che ha brevettato un cella fotovoltaica stampata su film sottile cento volte più fine dei tradizionali wafer in silicio, con rendimento migliore (cinque volte, sostengono i costruttori, rispetto ai modulo in commercio), e un costo di produzione più basso: sempre stando a quanto assicurano i produttori, 99 centesimi a watt contro i 4,5 dollari dei prodotti sul mercato. «A questo livello il prezzo dell’elettricità solare è paragonabile all’elettricità prodotta dal carbone», assicura Martin Roscheisen, fondatore di NANOSOLAR, che conta tra i soci gli inventori di Google. NANOSOLAR ha investito nel progetto 300 milioni di dollari raccolti tra fondi pubblici e altri investitori istituzionali.
L’azienda ricorre a un procedimento che impiega rame, indio, gallio e selenio usato sotto la forma di nanoparticelle disciolte in una soluzione che, fatta evaporare, produce una pellicola sottilissima che ha l’effetto fotovoltaico. Il substrato è una lamina di alluminio e il processo è seriale: grandi rotoli di alluminio vengono distesi e sulla superficie viene depositata la soluzione con sistemi simili alla stampa su carta. Accreditata da Popular Science come l’invenzione più innovativa dell’anno, i primi fogli stanno uscendo dai capannoni della linea produttiva di San José già saturata di ordini fino a metà 2009. Un secondo stabilimento produttivo aprirà in Germania. Rispetto ai tradizionali pannelli rigidi e pesanti, il prodotto si integra bene nell’edilizia, rivestendo tettoie, finestre, lucernai ma anche tetti di vagoni ferroviari o autovetture. Le prime spedizioni dalla California però sono state destinate al segmento industriale. Prima realizzazione, una solar farm di 10 MW in Germania che entrerà in funzione tra pochi mesi.
Intanto "HELIOVOLT", altra azienda statunitense con sede a Austin nel Texas, ha annunciato di essere pronta a iniziare entro la fine dell’anno la commercializzazione di film fotovoltaici sottili tecnicamente analoghi a NANOSOLAR, prodotti con un procedimento di stampaggio estremamente veloce in grado di stampare su più superfici: vetro, acciaio, metallo, alcuni tipi di polimeri.
Fonte: www.repubblica.it supplemento Affari&Finanza 30 giugno 2008 |