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Solaris, autobus ecologici alla conquista dei mercati Ue

In tempi di carobenzina in tutto il mondo, vendere autobus comodi, ecologici, silenziosi e moderni può essere un business vincente, molto più di prima. Krzysztof e Solange Olszewski lo hanno capito a tempo, e la loro azienda a conduzione familiare, la Solaris, sta pian piano diventando un market leader a livello europeo e mondiale.

Autobus e filobus made in Poland, circolano oggi a Berlino, in altre città tedesche e in 17 paesi europei. Persino nella Francia così ossessivamente gelosa del primato della sua produzione nazionale. Adesso la nuova sfida è l’emirato di Dubai, che ha ordinato qualche centinaio di veicoli.

Tutto cominciò per caso, a Berlino Ovest, in piena guerra fredda. Erano gli anni della legge marziale dopo il Putsch di Jaruzelski del 13 dicembre 1981. Krzysztof, laureato in ingegneria, non poteva tornare in patria: avrebbe rischiato l'arresto per i suoi contatti con l'opposizione democratica. Trovò lavoro a Neoplan, il colosso tedesco dei trasporti urbani su ruote, e ne divenne general manager. La sua strada e quella di Solange s'incrociarono là, appena a ovest del Muro. Lei era docente di stomatologia infantile alla prestigiosa Freie Universitaet.

Dopo la fine dell'Impero sovietico Krzysztof e Solange tornarono in Polonia, lui andò a dirigere l'impianto di Neoplan a Bolechowo, appena a nord di Poznan. Poi ne rilevò l'azionariato, e ribattezzò l'azienda Solaris. Prima conquistò il mercato interno: presto i vecchi, rumorosi, superinquinanti e arrugginiti autobus ungheresi o francesi costruiti su licenza dell'epoca comunista sparirono. Poi l'azienda familiare dei due cominciò a puntare sul mercato europeo. Il passato berlinese ha aiutato: conoscere le esigenze e le severe norme dei trasporti urbani tedeschi vuol dire saper imparare come si costruisce l'autobus del futuro. A Solange, numero due dell'azienda, è toccata la guida di Solaris Germany, forse la filiale estera più importante.

Hanno pensato a tutto, dalle emissioni ridotte, al lancio del primo autobus ibrido in Europa, fino a un design che contraddistingue i loro bus da quelli dei concorrenti: il parabrezza obliquo, così il conducente vede meglio strada e passeggeri in entrata e uscita. E il simbolologo dell'azienda, un simpatico bassotto. Le vendite volano, l'azienda cresce e punta sempre più ai mercati globali. Per la famiglia (gli Olszewski hanno due figli, Malgorzata e Jan) e per il riposo nello chalet di campagna con i loro cani, o per gite in montagna o al mare, resta poco tempo.

Fonte: www.repubblica.it supplemento Affari&Finanza 7 luglio 2008

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