di Lorenzo Briotti
Direttive europee e internazionali, normative dei singoli Paesi, codici aziendali di comportamento stanno tentando di arginare il fenomeno dell’inquinamento ambientale, determinato in gran parte dalle produzioni industriali. E anche i grandi marchi dell’elettronica fanno a gara nell’offrire, tra le specifiche dei prodotti, la loro "ecocompatibilità", sia durante l’utilizzo che alla fine del ciclo vitale. Ma quante aziende IT, e quali, pongono realmente il problema al centro della loro progettualità?.
Ce lo racconta l'Ecoguida di Greenpeace ai prodotti elettronici "verdi", pubblicata per la prima volta nel 2006, che attualmente include una lista dei principali 18 produttori internazionali di personal computer, cellulari, TV e consolle, classificati a seconda delle loro politiche di sostituzione delle sostanze pericolose e smaltimento o riciclaggio dei beni a fine vita.
La guida, aggiornata ogni tre mesi, si pone l’ambizioso obiettivo di spostare il settore hitech verso produzioni più sicure e di responsabilizzare il singolo produttore sull'intero ciclo di vita di un bene di consumo, inclusi i rifiuti elettronici.
La classifica, di cui riportiamo i dati per i 3 "vincitori", vede in pole position Sony Ericsson, anche se con appena 5,1 punti, un punteggio di poco superiore alla metà della scala. E’ la prima azienda ad ottenere un punteggio quasi pieno su tutti i criteri chimici: tutti i suoi prodotti sono privi di PVC già dal 2006 e l’azienda ha bandito l’uso di antimonio, berillio e ftalati a partire da gennaio 2008. Buono il punteggio sui criteri energetici. La compagnia perde punteggio sulla gestione dei rifiuti elettronici.
Sony si posiziona al secondo posto per la sua politica chimica meno efficace. L’azienda ha ancora sul mercato molti prodotti solo parzialmente privi della plastica in PVC e dei ritardanti di fiamma bromurati. Sui rifiuti elettronici, Sony ottiene un buon punteggio grazie ai programmi volontari di ritiro e riciclo dei prodotti a fine vita. Il suo tasso di riciclo è pari al 53% dei prodotti in commercio. Sui criteri energetici, ottiene punteggio per aver dato informazioni al pubblico sulle emissioni di gas serra di oltre 200 siti, per riportare la quantità di energia rinnovabile impiegata nel 2006 (1,02% dell’energia elettrica complessiva usata) e per essersi impegnata sui tagli delle emissioni di gas a effetto serra.
Nokia risale al terzo posto, anche se mantiene punti di penalità per le scarse pratiche di ritiro e riciclo dei prodotti in disuso. Ha invece provveduto ad eliminare l’uso del PVC nei nuovi modelli di cellulari e mira ad eliminare i ritardanti di fiamma bromurati da tutti i nuovi prodotti a partire dalla fine del 2009.
Il punteggio sui criteri energetici arriva soprattutto dall’uso di energia rinnovabile: nel 2007, il 25% di energia arrivava da fonti rinnovabili e l’obiettivo di Nokia è arrivare al 50% entro il 2010.
Per il testo integrale dell’ecoguida:
http://www.greenpeace.org/italy/campagne/inquinamento/hi-tech/ecoguida8
Fonte: www.repubblica.it supplemento Affari&Finanza 21 luglio 2008 |