L'ESA (Agenzia Spaziale Europea) si sta preparando per elaborare una diagnosi complessiva del nostro Pianeta, con l'aiuto dei satelliti: inquinamento, effetto serra, sconvolgimeti climatici. "The living planet", il pianeta vivente, é il programma dell'ESA per andare alla scoperta della Terra. Ritorno alla Terra, si può dire, nel mirino delle ricerche spaziali, ora c'é il nostro pianeta, con i suoi punti dolenti: foreste incendiate o abbattute, ghiacciai polari che si squagliano per l'effetto serra, inquinanti solidi e gassosi, il clima che cambia. E naturalmente al centro dell'attenzione troviamo i due meccanismi fondamentali che sovrintendono agli equilibri ecologici: il ciclo del carbonio e il ciclo dell'acqua. Si sa, uno sguardo dall'esterno spesso fa capire meglio come vanno le cose. Noi siamo troppo "schiacchiati sulla Terra, per poterla vedere con lucidità. Problemi globali richiedono occhi globali. E gli occhi dei satelliti non solo in poche ore vedono l'intero ecosistema, ma sono più acuti dei nostri: sanno guardare aldilà della luce visibile nell'infrarosso e nell'ultravioletto, scrutano anche il campo elettromagnetico e il campo gravitazionale. Nel marzo del 2005 l'Agenzia Spaziale Europea ha lanciato un bando per nuove idee nel campo degli studi ambientali. Sono arrivate 24 proposte di missioni dedicate all'osservazione terrestre per mezzo di satelliti specializzati e a basso costo, e ora 6 pssano al vaglio successivo per essere tradotte in realtà entro i prossimi dieci anni e affiancare il programma già in corso. La prima delle 6 missioni che hanno superato l'esame riguarda le foreste. Misurare la loro estensione significa, in sostanza, misurare la biomassa del nostro pianeta. In peso. più del 97% della materia vivente appartiene al mondo vegetale. Il regno animale costituisce soltanto il 2,5% della biomassa e la metà di questo é rappresentato dagli insetti!. La massa dell'umanità é appena lo 0.02 % del totale. Sul "pianeta verde" abbiamo dei contraddittori. Secondo i più recenti dati (libro"State of the World,2006, edizione Ambiente), la copertura della Terra da parte della vegetazione nel 2005 é un pò cresciuta, ma le grandi foreste sono in crisi. Il tasso di distruzione della foresta amazzonica brasiliana, per esempio, é aumentatato del 6%, con una perdita di 26.000 chilometri quadrati, un'area vasta come il Belgio, in un solo anno. Le foreste vengono abbattute per far posto a insediamenti o incendiate per fini agricoli: ma il terreno ottenuto con questi metodi ben presto inaridisce. I satelliti dell'ESA che tengono sotto controllo gli incendi ci dicono che ogni anno le fiamme divorano 50 milioni di ettari di foresta. Il satellite in progetto terrà sotto controllo la biomassa vegetale con uno speciale radar polarimetrico ad apertura di sintesi. Nella stessa linea vanno le missioni "Flex" per lo studio della fotosintesi tramite misure di fluorescenza e la missione "A-scope" per seguire l'aumento dell'anidride carbonica, gas responsabile di circa la metà dell'effetto serra. In entrambe le ricerche é fondamentale il fitoplancton, sparso sulla superficie degli oceani: almeno un terzo della fotosintesi, e quindi del ciclo del carbonio, é mediato da queste alghe microscopiche. Non sono gli abissi la parte più misteriosa degli oceani. In realtà il primo millesimo di millimetro dal pelo dell'acqua, il confine tra mare e aria. In questa esilissima pellicola si intrecciano processi fisici, chimici e biologici così complessi che gli oceanografi l'hanno chiamata "mare incognitum", mare sconosciuto. Le emissioni di polveri più o meno sottili e di inquinanti gassosi sono un enorme problema sia in Pasi sviluppati (la Pianura Padana da questo punto di vista é uno dei luoghi più inquinati del mondo) sia nei grandi Paesi che in questi anni conoscono uno sviluppo travolgente: Cina e India. Ogni anno migrano da un continente all'altro 15 milioni di tonnellate di polveri. Sulla Cina e l'India l'inquinamento ha formato una gigantesca nuvola e polveri sottili create in questi Paesi si monitorizzano nell'aria dei Paesi europei. La missione "Traq" intende tenere sotto controllo la qualità dell'aria e seguire la diffusione nella troposfera (cioé dal suolo all'altezza di 10.000 metri) delle polveri che non solo danneggiano la nostra salute, ma contribuiscono al cambiamento climatico : l'effetto serra peggiora, l'OMM, Organizzazione Metereologica Mondiale, ha stabilito che il 2004 é stato il quarto anno più caldo mai registrato nella storia. A integrare i dati di "Traq", verranno quelli della missione "Premier" che studierà la chimica degli inquinanti, le interazioni tra i gas in traccia dell'atmosfera, la radiazione solare e il clima. La sesta missione " CoreH20" punta alla misura miniziosa delle superfici innevate e ghiacciate del pianeta, in vista di una migliore conoscenza del ciclo dll'acqua e del ruolo del ghiaccio nel bilancio termico del pianeta. Il fattore cruciale per comprendere il cambiamento climatico. In 50 anni l'87% dei 244 ghiacciai dell'Antartico si é ritirato. Dalle Alpi alle Ande il deterioramento é continuo e si confermano gli effetti del riscaldamento globale. Il satellite attrezzato con due radar ad apertura sintetica su frequenze di 9 e 17 GHz sarà in grado di fornire le basi per nuovi modelli deli scambi di energia alle diverse latitudini, dall'equatore ai poli. Da questi dati sapremo con certezza se la Terra si riscalda.
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