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Risparmiare energia nelle cartiere

Il pieno recupero degli scarti da riciclo potrebbe portare a un risparmio di 140.000 tonnellate equivalenti di petrolio all’anno.

Pur avendo registrato nel 2006 un aumento del 2,6% (7,6 miliardi di euro), che ha valso al settore cartario italiano il quarto posto a livello europeo, i rincari dei costi energetici e delle materie prime si traducono in una crescente pressione sui margini a discapito della competitività delle imprese.

Ne è la riprova il fatto che nonostante tra il 2000 e il 2006, la produzione sia aumentata del 9,6% il fatturato è diminuito del 4,3%. Questi numeri sono stati evidenziati in occasione dell’Assemblea annuale di Assocarta. Giuseppe Lignana, Vice Presidente dell’associazione di categoria, ha illustrato la difficile situazione energetica italiana, sottolineando che “i prezzi dell’energia in cartiera sono cresciuti nel 2006 fino al 50% mentre permane il differenziale di prezzo che le imprese italiane sostengono per l’approvvigionamento di gas naturale ed energia elettrica, superiore del 20% e del 30% rispetto ai concorrenti europei”. Rischi di ulteriori aggravi sono inoltre dovuti alla seconda assegnazione di quote di emissione ai fini dell’Emission Trading, che presenta per il settore un deficit del 3% mentre le cartiere di altri Paesi godono di ampie sovrallocazioni.

Una soluzione favorevole al contenimento dei costi energetici e alla riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra è riconosciuta nel potenziale sviluppo della cogenerazione ad alto rendimento. “Assocarta auspica, prosegue Lignana, che l’applicazione operativa del recepimento della direttiva europea sulla cogenerazione nel nostro Paese sia in grado di assicurare un effettivo sostegno a tale tecnologia che comporta importanti benefici ambientali per la collettività. Se volessimo quantificare tali benefici possiamo citare, quale esempio, che un impianto medio di cogenerazione da 10 MW è in grado di evitare emissioni per 28.000 tonnellate di CO2 pari a quello di un complesso eolico di 20 aeromotori da 2 MW ciascuno, oppure di un impianto fotovoltaico con una superficie di 48 ettari”.

La nuova Dichiarazione europea sul riciclo della carta 2006-2010 prevede l’innalzamento dell’obiettivo volontario di riciclo al 66% entro il 2010, con un consistente aumento rispetto alla precedente dichiarazione 2000-2005. Ciò significa che dalle attuali 1,5 tonnellate di carta riciclate ogni secondo si passerà a due tonnellate entro il 2010. L’industria cartaria italiana può contribuire in modo considerevole al raggiungimento di tale traguardo. Nel 2006 la raccolta ha infatti raggiunto il livello record di 6 milioni di tonnellate (+3,6% rispetto al 2005) e l’utilizzo del macero ha superato i 5,5 milioni di tonnellate (+1,6% rispetto al 2005), riconfermando l’Italia terzo utilizzatore europeo di carta da macero.

Problemi competitivi derivano infine dal mancato recupero energetico dei residui dell’industria cartaria che incontra ancora forti ostacoli a livello nazionale, tanto che solo il 13% di essi è oggi avviato al riciclo, mentre la media del settore in Europa è del 50%. Il pieno recupero degli scarti da riciclo in Italia potrebbe invece portare a un risparmio di 140.000 tonnellate equivalenti di petrolio all’anno. Sforzi importanti sono già stati avviati per la riduzione dell’impiego di risorse idriche e di energia nel processo produttivo, diminuite negli ultimi 10 anni rispettivamente del 30% e del 20%.

Fonte: Assocarta 02 Giugno 2007

 

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