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Dalle ceneri dei termovalorizzatori si ricava materiale edile

Emergenza rifiuti? Contrari ai termovalorizzatori? No, dalla spazzatura e propriamente dalle ceneri della termovalorizzazione si può ricavare materiale edile.

A Lomello, in Provincia di Pavia, esiste un'azienda che utilizza come materia prima le ceneri (quel che resta dei RSU, Rifiuti Solidi urbani, dopo il passaggio nel termovalorizzatore) provenienti da tutto il Nord Italia. Si tratta di 150 mila tonnellate di ceneri che vengono trattate ogni anno.

Il materiale viene depurato eliminando rame, alluminio e residui ferrosi, che saranno a loro volta riciclati. Il prodotto finale, a base silicea, battezzato <<Matrix>>, è un ottimo sostituto delle sabbie e ghiaie naturali ricavate dai letti dei fiumi o dalle cave con conseguenti alterazioni dell'equilibrio ambientale. E' un composto ideale per produrre cemento e mattoni.

Il nome della società, Officina dell'Ambiente, è già una dichiarazione d'intenti: l'obiettivo è ambizioso: <<chiudere>> il ciclo dei rifiuti. Cioè arrivare a recuperarli, utilizzandoli al posto di risorse naturali. E il materiale edile Matrix raggiunge questo obiettivo.

D'altra parte, Gianluca Moro, presidente dell'Officina, a fare il <<pioniere del riciclo>> è abituato: all'inizio degli anni Ottanta è stato il primo a introdurre in Italia, le campane per la raccolta differenziata del vetro.

Una ventina d'anni dopo, l'idea è stata di creare una società con altri tre soggetti imprenditoriali per condividere il know-how nei ripettivi settori: riciclo, trattamento dei rifiuti, produzione di cemento e mattoni.

Così nel 2000 è nata l'Officina dell'Ambiente.
Investimento iniziale 10 milioni di euro, serviti per costruire e rendere operativo lo stabilimento di 50.000 metri quadrati.
E' si tratta di una realtà economica veramente <<eco-compatibile>>.

L'energia utilizzata durante il processo (che avviene senza nessuna emissione inquinante) è totalmente <<verde>>: "il 9 per cento del fabbisogno è coperto da pannelli solari, il resto arriva da una centrale idroelettrica di Bolzano, spiega Moro. Così l'Officina è già oggi <<CO2 positiva>>, ovvero elimina più anidride carbonica di quella che produce.
Anche grazie a un'interessante caratteristica del Matrix: se lasciato all'aria, si ossida assorbendo anidride carbonica.

Nel 2006 si è calcolato un risparmio per il Pianeta, al netto dei consumi dello stabilimento, di oltre 24.000 T di CO2 equivalente.

L'Azienda è monitorata costantemente dall'Agenzia Regionale Per la Protezione dell'Ambiente (ARPA) della Lombardia. Inoltre, per migliorare la gestione ambientale della propria attività, Officina dell'Ambiente ha ottenuto nel 2005 la certificazione ambientale ISO 14001 e si è impegnata ad ottenere la registrazione EMAS secondo il regolamento europeo 761/2001. EMAS è l'acronimo per <<Eco-Management and Audit Scheme>> e impone un severo schema di gestione e verifica ambientale di tutte le attività svolte.
Oggi in provincia di Pavia solo 3 aziende hanno ottenuto la registrazione EMAS.

Fonte: Panorama 28 giugno 2007

 

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