La terza via del fotovoltaico porta la firma di Socotherm.
L'Azienda veneta quotata nel segmento Star, già leader nel rivestimento dei tubi per oleodotti e gasdotti (sottili rivestimenti che permettono alle pipe-line di essere posate fino a 3.000 metri sotto il livello del mare, che ha permesso di aggiudicarsi i due più importanti appalti mondiali, uno in Thailandia e l'altro in Qatar), ha brevettato in collaborazione con un gruppo di giovani ricercatori dell'Università di Detroit un nuovo sistema che si basa su un <<materiale amorfo>>.
"Abbiamo capito che il silicio in futuro sarà sempre più caro e costoso e il tellurio di cadmio rischioso per l'ambiente e di difficile smaltimento, spiega Zeno Soave, numero uno di Socotherm".
"Ci siamo così indirizzati verso nuove particelle di <<Thin Film silicio amorfo>> e abbiamo ora la possibilità di produrre fili di micron sottilissimi che si possono inserire tra i doppi vetri delle finestre e delle vetrate, sulle facciate e sulle tegole dei tetti".
L'obiettivo è offrire agli utenti un prodotto in grado di ovviare alle difficoltà intrinseche, al momento, della tecnologia fotovoltaica, abbattendo il problema della manutenzione.
Le maglie di micron protette dai vetri non sono esposte alle intemperie e non richiedono la costante pulizia (fondamentale per gli altri sistemi) per essere efficienti.
La società di Adria ha costituito due Joint Venture con l'americana TSNergy Inc (Think Sustainable Energy) specializzata nelle tecnologie più avanzate del settore dell'energia. Socotherm e TSNergy saranno attive nella progettazione e installazione di sistemi integrati per uso commerciale e industriale, inizialmente per il mercato italiano e spagnolo, a partire dai primi mesi del 2008.
Socovoltaic System (una delle joint Venture) è già attiva e si occupa della progettazione dei sistemi fotovoltaici.
"Socovoltaic System produrrà i moduli e le celle, spiega Giuseppe Fracasso, vicepresidente di Socotherm Italia, la filosofia è improntata sul metodo chiavi in mano. Per questo forniremo anche assistenza finanziaria".
Infine, se il know how arriva dall'America, la ricerca si svolge in Italia. Il primo impianto, già in costruzione alla Marine Base di Pozzallo (di proprietà Socotherm) sta sperimentando un sistema da 750 Kilowatt.
"La richiesta di energia solare sta crescendo costantemente del 35-40% all'anno e il consumo mondiale di energia passerà dagli attuali 10 TW ai previsti 30 TW nel 2050.
Le altre energie rinnovabili (eolica, idroelettrica, biomassse) pur nella loro importanza, non possono godere dell'infinita fonte di energia del sole, continua Zeno Soave, e siamo orgogliosi di entrare in questo nuovo settore insieme a TSNergy, contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO2, uno dei principali obiettivi di tutti i governi mondiali".
Per Socotherm si prevedono nuove aperture anche nell'Estremo Oriente.
Martedi il Ceo di Socotherm è stato a Tokio in occasione dell'Investiment Day, assieme al ministro Tommaso Padoa Schioppa e altre 4 aziende italiane (Eni, Aicon, Eurotech e Ducati). L'obiettivo è trovare investitori giapponesi nel mercato delle medium-small cap.
La tecnologia aiuta l'ambiente: sistema Pavirec
La Socotherm è anche all'avanguardia tecnologica per una novità che Soave assicura essere rivoluzionaria e soprattutto utile per la salvaguardia dell'Ambiente.
"Abbiamo messo a punto un <<sistema per riasfaltare le strade sul posto>> in grado di consentire un risparmio sui costi fino al 50%".
La pavimentazione ogni sei anni circa deve essere rifatta. Con le attuali tecniche viene scarnificata, il materiale portato altrove, rilavorato e poi riportato in cantiere e steso. Un enorme dispendio di energie e di personale.
Il brevetto Socotherm permette di fare tutto sul posto.
"Inoltre il sistema, continua Soave, è in totale rispetto dell'ecologia, perchè riutilizzando sempre lo stesso materiale non avremo più bisogno di scavare ghiaia e i minerali".
Il sistema funziona, ha passato le certificazioni, ma è rimasto alla fase sperimentale "perchè in Italia questa novità non piace ai costruttori e ai trasportatori, continua Soave, quando anche la politica capirà che con il riciclaggio dell'asfalto sul posto ci si guadagna tutti e in primis l'ambiente, forse qualcosa cambierà".
Il sistema Pavirec, brevettato da Soave evita l'emissione di almeno 2 chili di C02 per metro quadro riciclato e una media di 10 tonnellate di CO2 per ogni giornata di lavoro.
Il cantiere tradizionale prevede:
a) la fresatura e l'asportazione della vecchia pavimentazione
b) il trasporto e lo smaltimento del materiale rimosso
c) la preparazione di un piano di posa
d) la produzione di un nuovo impasto formato da nuovi inerti
e) la stesura e la compattazione del nuovo conglomerato
In tutto cinque fasi di lavorazione che necessitano di spostamenti chilometrici.
A volte le cave si trovano pure a 100 chilometri di distanza.
La novità proposta da Socotherm prevede sette fasi portate a termine da un solo treno di macchinari lungo 60 metri. L'apparecchiatura ha una velocità di avanzamento di circa tre metri al minuto per una produzione media giornaliera di 6 mila metri quadri. Inoltre con Pavirec non si prevede asportazione, trasporto nè smaltimento, perchè si riutilizza al 100% il vecchio materiale al quale basta aggiungere una minima quantità di bitume.
"Il bilancio energetico finale per una pavimentazione riciclata a caldo è compreso tra il 25-30 per cento di quello necessario alla produzione e messa in opera di una pavimentazione ex novo conclude Soave".
Eppure le lobby italiane dei costruttori sembrano più interessati a far circolare i Tir piuttosto che risparmiare C02.
Fonte: LiberoMercato 2 giugno e 14 giugno 2007
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