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Italgest ed Enerpoint cresce il fotovoltaico italiano

In Italia, Paese del sole il business non brilla, sono installati solo 60 MW di pannelli fotovoltaici, nella brumosa Germania oltre 3000 MW. Il gap da colmare, sotto diversi punti di vista, è ampio. Paride De Masi, con la sua Italgest, ce la mette tutta. Helios, la centrale fotovoltaica che sta per costruire nell'area dell'ex petrolchimico di Brindisi, coprirà 8 ettari e mezzo dei 30 complessivi da bonificare e con 11 MW di potenza sarà la più grande d'Europa. Si prevede entrerà in funzione nel 2010.

«Nella stessa area, una volta simbolo di inquinamento e degrado, realizzeremo anche un centro di ricerca sul solare, che farà parte del nostro polo integrato sulle fonti rinnovabili», spiega De Masi. Con un investimento complessivo da 800 milioni, il polo integrato comprende, oltre all'impianto di Brindisi, due centrali a ciclo combinato alimentate a oli vegetali nelle aree industriali di Lecce e di Casarano (paese natale di De Masi), due parchi eolici nell'area foggiana e altri due nel Salento.

In tutto, oltre 200 MW installati di energia verde, che diventano 600 MW insieme ad altri progetti in Albania e in Spagna. «In Italia - fa notare De Masi, 40 anni, figlio di un proprietario terriero del Salento e partito come perito industriale - siamo molto indietro sulle applicazioni di business dello sviluppo sostenibile: le opportunità che si stanno aprendo su questo fronte sono tutte da cogliere».

E lui non si tira indietro. Lo sviluppo sostenibile è una vocazione che Italgest persegue già da una decina d'anni: nata come immobiliare, di cui conserva ancora un fatturato da 25 milioni di euro, la holding di De Masi fa almeno il doppio nelle altre attività, dall'energia ai servizi informatici per l'ambiente. E sempre in tema di fonti rinnovabili, possiede il 15% della Actelios della famiglia Falck, di cui De Masi è vicepresidente, e il 40% della E.T.A dei Marcegaglia, impegnata nell'energia da biomasse, di cui è presidente.

Ma nella mission di Italgest, De Masi vede soprattutto l'innovazione al servizio di questo settore in piena evoluzione: «Solo inventare qualcosa di nuovo da quel vantaggio competitivo che consente di misurarsi sui mercati internazionali». Il supporto scientifico per il gruppo è fornito da Italgest Ricerca, che ha già brevettato diverse invenzioni e sta studiando, in collaborazione con l'università del Salento, dei sistemi a letto fluido per la produzione di energia elettrica, materiali compositi elettro-conduttivi, materiali da costruzione ottenuti con processi di trattamento dei rifiuti, sensori ad elevata risoluzione e stabilità termica, dispositivi termo- elettrici ad alta efficienza e boe telematiche.

L'esempio più eclatante d'innovazione tecnologica è il progetto MarPark: un sistema telematico completamente informatizzato per il turismo ecocompatibile nelle aree marine di pregio, grazie all'ormeggio controllato di imbarcazioni da diporto su gavitelli «intelligenti», in grado di riconoscere l'utente prenotato e trasmettere ogni abuso a un centro operativo. Le boe intelligenti, prenotabili da un sito Internet, sono già attive, su concessione del ministero dell' Ambiente, alle Cinque Terre e in Sardegna, a Villasimius e in Costa Smeralda. «Ma abbiamo una valanga di richieste, anche dall'estero », precisa De Masi. La Italgest Mare, presieduta da Franco Tato, ha il brevetto mondiale di questo sistema, inventato da Valerio Lombardi, un ingegnere ex Alenia che ha realizzato il progetto insieme a De Masi. L'idea di mettere in collegamento i gavitelli con la terraferma per via telematica, oltre al puro e semplice attracco controllato, consente ai turisti di usufruire anche dei servizi offerti dalla base a terra, ordinando semplicemente quello che serve, dal catering al diving, agli interventi tecnici per qualsiasi guasto. «In questo modo si evita l'ancoraggio tradizionale, garantendo la protezione del fondale, ma soprattutto si offre una certa tranquillità alle barche, che possono essere avvertite del maltempo in arrivo senza stare continuamente all'erta anche di notte, e si permette ai turisti di godere dei prodotti del territorio senza muoversi dalla barca», sottolinea De Masi. Le potenzialità di sfruttamento del sistema, non solo nelle aree protette ma anche nelle marine tradizionali, sono evidentemente molto vaste. La prima interessata è stata una società di Patrasso, per cui De Masi sta già installando le boe intelligenti sulle rotte fra Otranto e la Grecia. Ma ci sono contatti anche con investitori spagnoli. Ennesima dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che la protezione dell'ambiente può rendere parecchio

Fonte: corrierEconomia 9 luglio 2007

Il più grande impianto fotovoltaico in Emilia Romagna è firmato Enerpoint

Il 26 giugno 2007 il Gruppo Hera ha inaugurato l’impianto fotovoltaico installato da Enerpoint su un edificio all’interno dell’Interporto di Bologna: moduli Sharp e inverter Elettronica Santerno per la produzione di 236 MWh all’anno!

Enerpoint SpA ha curato la progettazione e la realizzazione dell’impianto fotovoltaico da 202,76 KWh installato presso il gruppo Hera di Bologna.

Con i suoi 5.400 metri quadrati, l’impianto in questione occupa parte della copertura di un edificio situato all’interno dell’Interporto di Bologna, un complesso integrato di infrastrutture logistiche, ferroviarie e stradali per il trasporto delle merci, collegato direttamente alla rete ferroviaria e autostradale nazionale.

Ad Enerpoint è stata affidata la completa progettazione esecutiva e realizzazione dell’impianto, costituito da 1.096 moduli Sharp da 185 Wp in silicio monocristallino e da 3 inverter modello Sunway 600V TG 75 Elettronica Santerno.

La potenza complessiva d’impianto è di 202,76 kWp e permetterà di evitare l’emissione di circa 95 tonnellate di CO2 (anidride carbonica) ogni anno.


Fonte: www.enerpoint.it 3 Luglio 2007

2.900 impianti in esercizio a luglio

Crescono i nuovi impianti fotovoltaici in funzione in ogni parte del Paese. La parte del leone però la fanno le regioni del Nord, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna in testa.

Il Gestore comunica che sono 7.400 - per una potenza complessiva di quasi 200 MW - gli impianti fotovoltaici ammessi al Conto Energia che, ai primi di luglio, hanno comunicato al GSE l’inizio dei lavori di costruzione; 3.780 quelli che hanno comunicato la fine dei lavori, per una potenza di 34 MW, e 2.900 gli impianti entrati in esercizio, per un valore complessivo di 25 MW.
Di questi ultimi, 2.150 impianti - per una potenza di 18 MW - hanno stipulato la convenzione con il GSE per l’erogazione delle tariffe incentivanti.

Per conoscere ulteriori dettagli e informazioni su potenza, numerosità e ubicazione geografica si può consultare http://atlasole.gsel.it/.

Fonte: www.quotidianocasa.it

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