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Progetto FutureGen: elettricità e idrogeno dal carbone

Mentre a Cadarache in Francia, scienziati europei, cinesi, americani, indiani, coreani, giapponesi e russi "tendono la mano alle future generazioni" con il progetto ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), che si propone di produrre energia elettrica mediante la fusione nucleare, in qualche parte sperduta del vecchio West, nel Texas da un'iniziativa tutta americana, verrà realizzato un impianto pilota per la produzione di idrogeno (oltre che d'elettricità), a partire da una centrale a carbone.

Il megaprogetto è conosciuto come FutureGen, una partnership da 1 miliardo di dollari fra il Dipartimento per l'energia degli Stati Uniti, l'industria privata ed i paesi stranieri per progettare, costruire e rendere operativo il primo impianto al mondo di produzione simultanea da carbone di elettricità e di idrogeno ad usi commerciali, proponendosi di ridurre a zero le emissioni nocive, eliminare la CO2 sequestrandola e confinandola sottoterra, e in più, produrre anche idrogeno per alimentare auto "pulite" e convertire i rifiuti solidi in prodotti commerciabili.

In America son tantissimi i siti adatti all'uso: giacimenti esauriti di petrolio o di gas naturale o vecchie miniere di carbone; luoghi che nei soli Stati Uniti potrebbero contenere almeno 2,9 dei 3,5 miliardi di tonnellate di CO2 diffuse annualmente nell'atmosfera.

In un rapporto del 2005, l'IPCC (International Panel on Climate Changes), si è mostrato fiducioso circa le nuove tecnologie, pronte sin d'ora ed economicamente sostenibili per lanciare la grande sfida energetica, con previsioni su una riduzione di CO2 oltre il 50 per cento entro alcuni decenni e un controllo ottimale sulle eventuali perdite di CO2, che potrebbero rilasciare nell'ambiente soltanto meno dell'1 per cento nell'arco di un secolo, se gestite con uno stoccaggio a norma.

Il progetto FutureGen dovrà dimostrare l'attuabilità tecnica ed economica della produzione di energia pulita da carbone, una risorsa energetica abbondante e geograficamente varia e non ad appannaggio esclusivo di pochi eletti, come nel caso degli instabili Paesi mediorentali per il petrolio.

L'iniziativa di FutureGen sarà da pilota a tutti quei Paesi del mondo che optano per le energie pulite, questo è quanto si propongono gli USA.

In occasione della presentazione del progetto nel 2003, il presidente Bush ebbe a dire: "E' un grande impegno di dieci anni per integrare la tecnologia avanzata di gassificazione del carbone, idrogeno da carbone, produzione di energia ed acquisizione dell'anidride carbonica e memorizzazione geologica"

L'impianto, il cui costo si aggira attorno ad un miliardo di dollari, di cui 250 milioni a carico di coalizioni industriali private e 700 erogati dal governo americano, vede anche la recente partecipazione dell'India, che ha firmato un accordo storico con gli Stati Uniti nei giorni successivi alla visita del presidente Bush in occasione del Carbon Sequestration Leadership Forum, l'iniziativa internazionale sui cambiamenti climatici che si è svolta lo scorso aprile a New Delhi.

L'India è il primo membro delle 22 nazioni aderenti al CSLF a partecipare all'iniziativa FutureGen e contribuirà con 10 milioni di dollari, ma già si prevede una numerosa partecipazione di industrie indiane al progetto, il cui inizio esecutivo e’ previsto nel 2012.

Fonte: http://ilprofessorechos.blogosfere.it

Enel: Progetto “zero emissioni” e frontiera idrogeno.

330 milioni di euro saranno investiti in progetti pilota per impianti privi di emissioni, grazie alla cattura e sequestro della CO2, e nella filiera della produzione e impiego dell’idrogeno.

L'Italia potrebbe battere sul tempo gli americani, spiega il Presidente di Assocarboni, Andrea Clavarino, con progetti come quello lanciato da Enel in collaborazione con Enea e Itea, per realizzare un impianto pilota di combustione della CO2 a Brindisi.
L'impianto da 50 MW con emissioni zero, avrà un costo di 100 milioni di euro ed è previsto in produzione nel 2009. Già nel 2000 le centrali a carbone italiane, con ben 10 anni di anticipo rispetto agli obiettivi fissati dalla Conferenza di Kyoto, hanno ridotto del 7,6% le emissioni di anidride carbonica.

Fonte: LiberoMercato 19 ottobre 2007

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