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PISA prima scuola di Peace Keeping d'Italia

La scuola, ce ne sono solo quattro in tutto il mondo, è nata nella sede della Divisione alta formazione della Sant'Anna di Pisa (www.sssup.it), inaugurata nel giugno 2004 in via Cardinale Maffi, una strada del centro con vista su Piazza dei Miracoli.

La dirige Andrea de Guttry, ordinario di diritto internazionale e uno dei massimi esperti di mantenimento della pace.

La scuola, in collaborazione con l'Onu, l'Ocse e il Ministero degli Esteri (  la Farnesina ) ha l'obiettivo di formare personale civile, i futuri funzionari delle missioni internazionali di pace, capace di portare assistenza umanitaria in tutto il mondo, ma anche di aiutare un popolo a creare ex novo istituzioni distrutte da lunghi conflitti, organizzare e monitorare elezioni.

Insomma, una nuova professione, sempre più richiesta, un mix di teoria e pratica, perché un " negoziatore di pace " non deve essere, spiega de Guttry, un sociologo o un esperto di diritto internazionale, ma anche sapersela cavare nelle situazioni più rischiose.

La scuola ha avviato infatti una collaborazione con la Brigata paracadutisti Folgore e la Seconda Brigata mobile dei Carabinieri. " I nostri studenti seguono anche un corso di sopravvivenza, continua de Guttry, e imparano dai militari a difendersi in caso di attacchi, a mantenere la calma e negoziare con i sequestratori in caso di rapimento, a costruire un giaciglio o dormire all'aperto in condizioni ostili e, purtroppo, imparano anche come recuperare i cadaveri in caso di una azione di guerra.

La scuola è divisa in più corsi che possono durare poche settimane o qualche mese.

Ci si accede con una selezione molto severa ( arrivano richieste di iscrizione da tutto il mondo e i posti sono limitati ) e possono frequentare soltanto i laureati che conoscono bene l'inglese e altre lingue e non abbiamo superato i 25 anni. Ci sono anche corsi di perfezionamento senza limiti d'età, spesso commissionati da organismi internazionali.

Le materie di insegnamento sono molto varie e teoria e pratica si uniscono in un mix unico.

Insieme alla sicurezza personale, con stage alla Folgore di Pisa e al Tuscanica di Livorno, i " negoziatori " e i " mantenitori della pace " frequentano lezioni di organizzazioni di missioni ( come si avvia un progetto di mantenimento della pace ), meccanismi decisionali ( come si prendono le decisioni in situazioni difficili ), analisi e lettura conflitti ( si insegnano a capire esattamente che tipo di conflitto si deve affrontare, se etnico o politico per esempio ), assistenza umanitaria ( come si organizza un campo profughi ). Quindi si studia molto diritto e soprattutto si analizzano i costumi del Paese dove si opera.

" Le usanze dei popoli hanno un ruolo fondamentale, ma nono solo è essenziale studiare religione e aspetti sociali, sottolinea de Guttry, ma anche i costumi e il linguaggio dei gesti. Il body language può essere importante anche per salvare la vita in momenti difficili.Gesticolare in modo sbagliato può essere fatale, perché la comunicazione può essere fraintesa. E un mediatore e un negoziatore non possono correre certi rischi ".

Il futuro è sempre più orientato al peace Keeping . Oggi nel mondo ci sono 16 missioni dell'Onu e altre 15 gestite da altre organizzazioni con un impegno totale di 100.000 soldati, 15.000 poliziotti e 15.000 civili.

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