Translate in English
Formazione Progetti
Agevolazioni Cultura/Eventi
Previdenza Donazioni
Eco-nomia ADUSBEF
Università pugliesi tra Innovazione e Ricerca

http://www.unifg.it/
http://www.uniba.it/
http://www.poliba.it/
http://www.unile.it/
Mezzogiorno, innovazione, collegamento tra ricerca e industria: tre nodi che la regione Puglia intende sciogliere finanziando con 64 milioni di euro una serie di progetti strategici di ricerca a partecipazione mista di università, enti di ricerca e imprese.
Obiettivo: sollecitare il rilancio attraverso la valorizzazione delle risorse scientifiche presenti sul territorio.
Sotto il profilo della ricerca, la regione è decisamente all'avanguardia: 6 atenei, 24 centri di ricerca tra CNR e ENEA, alcuni centri di eccellenza tra cui il laboratorio Nazionale di Nanotecnologie di Lecce (http://www.nnl.it/), l'Istituto Agronomo Mediterraneo di Bari (IAM-B, http://www.iamb.it/iamb2005/programmi/home.php?id=51
&idarea=6
) e Tecnopolis (http://www.tno.it/), il primo parco scientifico tecnologico sorto in Italia che ospita 110 ricercatori.
L'idea di questo programma triennale coordinato dall'ARTI (Agenzia Regionale per la Tecnologia e l'Innovazione) è di stimolare iniziative che favoriscono l'incontro di conoscenze scientifiche con competenze produttive facendo leva sul binomio virtuoso ricerca-impresa. Per le imprese pugliesi, per il 98% piccole, investire in ricerca è difficile.
"Ma lo sviluppo del tessuto imprenditoriale può passare solo per l'affermazione di un sistema orientato a produzioni ad alta intensità di innovazione, non facilmente imitabili, spiega Gianfranco Viesti, presidente di ARTI, docente di economia all'Università di Bari e uno dei più prestigiosi esperti dell'economia meridionale.
A conferma della varietà della realtà industriale locale, molti dei 53 progetti selezionati sono multidisciplinari in aree che vanno dalle biotecnologie all'ICT, dalla meccatronica alla sanità, fino all'agroalimentare. Partecipano 61 centri, dipartimenti e istituti di ricerca che cofinanziano fino al 30% l'importo finanziato dai fondi pubblici, e 175 aziende che coprono il 10%.
Per il <<granaio d'Italia>> la pasta è un fattore rilevante dell'economia: un prodotto così tradizionale può diventare oggetto d'innovazione. Partendo dalla selezione di tipologie particolari di grano e dalla ricerca di farine non convenzionali, il progetto sviluppa un impianto pilota per la lavorazione industriale di paste con particolari proprietà nutrizionali e tollerate da celiaci (celiachia, affezione dei lattanti dovuta ad intolleranza del glutine; si manifesta con diarrea, meteorismo, cattivo stato generale). Nel processo sono impegnati il Dipartimento di Scienze degli Alimenti della Facoltà di Agraria dell'Università di Foggia (DISA, http://www.agraria.unifg.it/disa.asp?IDPagina
=3&IDSezione=17
), il molino Tandoi e il pastificio <<il pastaio>> di Barletta.
La valorizzazione del patrimonio ambientale è al centro di altri progetti come l'estrazione di principi farmacologici dalle biomasse marittime.
C'è poi la riconversione delle piantagioni di tabacco in strutture per la coltivazione della pianta di Artemisia (il derivato artemisinina è utilizzato contro la malaria).
Nel segmento dei materiali innovativi, un istituto del CNR assieme alla biomedicale Ligi di Taranto studia un prototipo di biomateriale per migliorare la calibrazione dei laser negli interventi di chirurgia alla cornea.
Nella sanità ci sono la costituzione di una <<banca per le cellule staminali adulte renali>>, la brevettazione di linee cellulari per finalità di ricerca, lo sviluppo di tecniche diagnostiche prenatale non invasive, la sperimentazione di protocolli terapeutici per il monitoraggio e trattamento della setticemia.
Secondo la classifica del CIVR ( Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca, presso il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, ROMA), il Politecnico di Bari è al primo posto in Italia nella ricerca di Fisica: nei laboratori del Politecnico insieme alla Planetek di Bari è partito lo studio per la realizzazione di un sensore che sfrutta le proprietà di una pellicola di diamamte policristallino per la rivelazione di radiazioni ultraviolette.
L'obiettivo è risolvere i problemi tecnici di affidabilità e riproducibilità che impediscono a questi rilevatori, le cui proprietà si sono già dimostrate validissime, di essere diffusi commercialmente per applicazioni nell'aerospaziale e radioterapia.
Merito del programma che impegna 1.761 ricercatori, è di contrastare la fuga di cervelli. Per ciascun progetto, il 20% dell'importo stanziato è destinato a coprire borse di studio (380), a finanziare il rientro di giovani ricercatori (14) e attività di 69 ricercatori internazionali scelti per lavorare su uno dei progetti.

Tabella distribuzione dei progetti per filiera e soggetto proponente

Filiera Biotecnologie ICT e
Alte Tecnologie
Meccatronica e
Sistemi di
Produz.Avanzati
Altro
  S
a
n
i
t
à
A
g
r
i
c
o
l
t
u
r
a
A
m
b
i
e
n
t
e
I
C
T
T
e
l
e
c
o
m
u
n
i
c
a
z
i
o
n
i
A
l
t
e

T
e
c
h

I
n
n
o
v
a
z
i
o
n
e
M
a
t
e
r
i
a
l
i

e

P
r
o
c
e
s
s
i
S
i
s
t
e
m
i

d
i

P
r
o
d
u
z
i
o
n
e
S
t
r
u
t
t
u
r
e
 
Univ.Foggia 2 3               2
Univ.Bari 3 3 2 1   2       1
Poli.Bari     3 1 1 2     2  
Univ.Lecce 4   2     1 2 2 1 1
CNR   1 1   1 1    
ENEA         4      
Altri EPR 3 1        

Fonte: Affari&Finanza Repubblica 19 marzo 2007

nota Alagoas: vedi anche Centri di Ricerca - Area Ricerca di Bari e Regione Puglia

Copyright © ALAGOAS | Credits: ImmaginaWEB