http://www.unibas.it/
Università degli Studi della Basilicata
http://www.unibas.it/dipchim/
Dipartimento di Chimica
Il Dipartimento partecipa a vari consorzi interuniversitari, proiettando le sue attività di ricerca non solo in ambito strettamente accademico ma anche svolgendo un ruolo di supporto nei confronti di altre istituzioni. I finanziamenti relativi ai progetti di ricerca vengono reperiti dai singoli ricercatori o gruppi di ricerca presso enti di finanziamento pubblici, specie nell’ambito dei progetti nazionali (PRIN, FISR e FIRB) ed europei (Progetti Quadro di Ricerca e Sviluppo della Comunità Eurpoea, etc.) che prevedono l’interazione con altre strutture di questo e di altri Atenei italiani, con la Regione Basilicata e con altri Centri di Ricerca della Comunità Europea.
L´attività di ricerca del Dipartimento si svolge principalmente negli ambiti scientifici della Chimica e della Fisica; tale attività riguarda vari settori della chimica analitica, della chimica fisica, della chimica generale ed inorganica, della chimica organica, della chimica biologica e della fisica sperimentale, sia per quello che concerne gli aspetti metodologici e fondamentali sia per la caratterizzazione strutturale, funzionale e la reattività di composti chimici con attenzione alle applicazioni in ambito tecnologico. Da questi settori emergono le seguenti principali attività di ricerca: dispositivi e materiali innovativi per applicazioni biomediche ed elettroniche; processi indotti da radiazione laser; sensori per analisi ambientali, alimentari e biologiche; sintesi e studi strutturali di macromolecole bioattive; processi di sintesi innovativi; analisi di superfici; metodologie di analisi cromatografiche ed elettroforetiche; modelli teorici e computazionali di molecole e processi chimici; processi chimici fotoindotti; studio delle proprietà delle materie plastiche oltre a metodi fisici teorici per lo studio delle intime proprietà della materia. Come risultato di queste attività di ricerca, numerosi sono gli articoli che annualmente vengono pubblicati, tutti su riviste di prestigio internazionale.
Per le pubblicazioni vedere link Dipartimento.
http://www.difa.unibas.it/
Dipartimento di Ingegneria e Fisica dell'Ambiente D.I.F.A
Tecniche integrate in-situ e di telerilevamento per lo studio dei processi di degrado ambientale.
I processi di degrado ambientale sono generalmente molto complessi, particolarmente quando vi sono coinvolti comparti differenti, come nel caso dell'interfaccia aria-suolo-sottosuolo. A causa dell'elevato numero di variabili e di scale spazio-temporali, diagnosticare precocemente l'insorgere di fenomeni di stress ambientale richiede l'individuazione di opportuni indicatori e la messa a punto di metodologie integrate (multisorgente; dirette e indirette; in situ ed in remote sensing etc.) capaci di seguirne la dinamica.
Lo studio del degrado ambientale e territoriale è una delle attività multidisciplinari condotte dall'IMAA (Istituto di Metodologie per l'Analisi Ambientale del CNR. Da anni l'Istituto si dedica allo sviluppo e integrazione di tecniche sperimentali innovative e all'elaborazione dell'informazione spazio-temporale raccolta a diversi livelli di dettaglio (multirisoluzione). Tali attività prevedono ad esempio l'analisi multi-temporale, su vaste aree, di dati satellitari (e.g., AVHRR), indagini mediante sensori iperspettrali su piattaforme aeree (MIVIS) per studi a scala locale ed analisi del suolo e sottosuolo mediante tecniche chimico-fisiche, biologiche, mineralogiche, geofisiche e geochimiche, per indagini ad alta risoluzione in aree limitate.
In tale ambito sono stati ottenuti risultati particolarmente significativi, pubblicati su riviste internazionali del settore. Nello studio di aree ad elevato rischio idrogeologico l'utilizzo di tomografie geoelettriche ad alta risoluzione ha permesso di definire la geometria di alcuni dei più complessi fenomeni di scorrimento roto-traslazionale dell'Appennino Lucano (Giarrossa, Varco d'Izzo, Latronico). Il metodo tomografico consente di ottenere <<immagini elettriche>> di corpi in frana che sono particolarmente utili per individuare le superfici di scivolamento e per studiare le caratteristiche principali del sistema di circolazione delle acque sotterranee. Inoltre è stata valutata la correlazione tra la composizione fisica, chimica e mineralogica dei minerali argillosi ed i fenomeni gravitativi di massa dimostrando che la presenza di alcune fasi mineralogiche ed il chimismo di soluzioni circolanti condizionano la fenomenologia del dissesto (erosione, frane).
L'approccio multirisoluzione si è rivelato molto utile per caratterizzare fenomeni di degrado della copertura vegetativa. E' stata messa a punto una procedura innovativa per l'elaborazione di serie di dati AVHRR appropriata per ecosistemi mediterranei. Utilizzando la trasformata wavelet, detta <<microscopio matematico>> per la sua capacità di individuare variazioni in una determinata area a differenti scale, è stato possibile evidenziare fenomeni di riduzione dell'attività fotosintetica con evidenti strutture a patch in aree del Sud Italia ritenute a rischio di desertificazione.
Le ricerche, svolte in collaborazione con le Università di Napoli (DSF), di Bari (DG) e della Basilicata (DIFA) e l'INFM, sono fortemente potenziate nell'ambito del progetto <<Sviluppo dei Distretti Industriali per le Osservazioni della Terra>> (PON 2002-2005), finanziato dal MIUR che prevede la partecipazione di una rete di imprese e di utenti finali (Servizi tecnici, Agenzie Regionali per l'Ambiente) e favorisce azioni di innovazione e trasferimento tecnologico nelle regioni meridionali.
http://www.meddman.org/
Il D.I.F.A partecipa al Progetto europeo MEDDMAN
Il progetto MEDDMAN è un metodo sopranazionale nel campo della siccità e di gestione delle acque che coinvolgono le autorità nazionali competenti, negli istituti di ricerca principali e nelle autorità regionali. L'obiettivo del progetto è di sviluppare un sistema integrato, capace di valutazione del dichiarare delle risorse dell'acqua freatica e dell'acqua di superficie nelle regioni di MEDOCC. Sotto lo schema generale di conservazione e di migliorare dello sviluppo economico, l'enfasi sarà data allo sviluppo degli attrezzi efficienti per sfruttamento sostenibile delle risorse idriche. L'attenzione particolare sarà attirata sugli impatti ambientali degli eventi meteorologici ed idrologici estremi, che interessano i mezzi di sviluppo e di interesse dei locals.
Il Laboratorio Area (Automation, Robotics and Applied Electromagnetism) del D.I.F.A è attivo nella robotica, mecccatronica e automazione e ha conseguito rilevanti risultati di ricerca riconosciuti a livello internazionale.
http://www.pz.cnr.it/ims/
Sezione di Potenza dell'IMIP Istituto di Metodologie Inorganiche e dei Plasmi,
già Istituto per i Materiali Speciali I.M.S.
Le attività dell'Istituto Materiali Speciali (I.M.S.), formalizzato nel 1993, ma di fatto già operante dal 1990, riguardano l'uso delle tecniche laser applicate a tematiche di ricerca di rilevante interesse quali la produzione di materiali innovativi e la rivelazione e fotodissociazione di inquinanti. Per queste ricerche vengono utilizzati laser in quanto essi sono sorgenti di luce che possiedono particolari proprietà (alta intensità, monocromaticità, bassa divergenza angolare e coerenza di fase del raggio laser) che li rendono adatti sia alla ricerca di base che a innumerevoli applicazioni. In particolare l'utilizzo di sistemi laser può fornire informazioni sui processi fondamentali nella chimica e fisica dei materiali.
L'Istituto ha come attività principale la produzione di materiali superconduttori, semiconduttori e sensori informa di film sottile, molto adatti ad applicazioni quali dispositivi per l'elettronica miniaturizzati e microsensori.
Un'altra attività importante dell'Istituto riguarda lo sviluppo di tecniche spettroscopiche per applicazioni ambientali. Anche in questo campo i laser rivestono un ruolo fondamentale: infatti a causa della loro monocromaticità, essi sono largamente utilizzati nello studio spettroscopico di molecole. L'Istituto dispone di laser accordabili nell'infrarosso, nel visibile e nell'ultravioletto, che permettono di effettuare studi spettroscopici ad alta risoluzione e sensibilità. I ricercatori della Sezione di Potenza dell'IMIP effettuano con le tecniche laser, studi e ricerche su molecole di inquinanti presenti nell'atmosfera.
Mentre la chimica analitica classica si basa sull'analisi in laboratorio di campioni prelevati in vari siti, il fascio laser permette di indagare a distanza ed in tempo reale direttamente sul luogo.
Le attività di ricerca nel campo ambientale possono essere suddivise in tre linee diverse collegate tra di loro in quanto forniscono informazioni complementari. Bisogna premettere che sono necessarie conoscenze di base per poter interpretare spettri molecolari di qualsiasi tipo (assorbimento, eccitazione, emissione spontanea o indotta da laser, ionizzazione, ecc.). Una parte dell'attività di ricerca è rivolta alla produzione di dati fondamentali, quali: costanti molecolari, coefficienti di allargamento di riga, efficienza dei diversi processi con tecniche di avanguardia usando laser accordabili, interferometri a trasformata di Fourier, fasci supersonici, celle multipasso.
Altresì sono state sviluppate tecniche molto sensibili per la misurazione di piccole concentrazioni di composti inquinanti presenti nell'aria. E' stato costruito uno spettrometro dotato di laser a diodo per poter misurare in laboratorio concentrazioni di monossido di azoto ed altri gas, con una sensibilità tra il ppb (parte per miliardo)e il ppm (parte per milione). Inoltre, con un apparato LIDAR fluorosensore è possibile poter misurare concentrazioni di qualche ppm di metalli in un campione solido.
La parte più innovativa della ricerca sugli inquinanti consiste nel monitoraggio ambientale remoto di aria ed acqua. Queste tecniche LIDAR richiedono laser impulsati molto potenti. Presso la sezione di Potenza dell’IMIP sono stati allestiti a questo scopo due apparecchiature laser, uno nell'infrarosso (laser a CO2), e l'altro, LIDAR fluorosensore, nel visibile ed nell'ultravioletto (laser a Nd-YAG con seconda e terza armonica). Il principio del monitoraggio remoto via laser, consiste nell'inviare un fascio laser impulsato nell'aria oppure nell'acqua provocando una interazione con le molecole presenti. La radiazione retrodiffusa o emessa dal campione viene raccolta da un telescopio e inviata ad un opportuno sistema optoelettronico per un'analisi spettrale e temporale.
http://www.trisaia.enea.it/
Centro Ricerche ENEA Trisaia
Il Centro Ricerche ENEA Trisaia, in località "Trisaia Inferiore", nel comune di Rotondella, provincia di Matera, sorge nel 1962, essenzialmente come centro di riprocessamento degli elementi esauriti del combustibile nucleare.
Nella seconda metà degli anni 80 il Centro avvia un processo di riconversione delle proprie attività, nell'ambito di un programma più generale di potenziamento delle strutture di ricerca scientifica e tecnologica del Mezzogiorno, ampliando al contempo le proprie competenze attraverso l'immissione di nuove giovani risorse.
Per il potenziamento di Trisaia l'Intesa Mezzogiorno ha previsto la realizzazione di una serie di progetti, che hanno consentito di attrezzare il Centro con considerevoli infrastrutture, con allestimento di laboratori di ricerca dotati di apparecchiature e strumentazioni avanzate e con installazione di impianti sperimentali pilota di taglia significativa e ad alta tecnologia, per un valore complessivo di circa 72 milioni di euro, con parziale interessamento anche di aree esterne al Centro (siti vari nella regione Calabria).
Ulteriori investimenti sono stati fatti nell'ambito dei programmi del Quadro Comunitario di Sostegno 94-99, che hanno consentito di realizzare una serie di centri dimostrativi per l'applicazione di sistemi e tecnologie innovative, per un valore globale di circa 50 milioni di euro.
Oggi la Trisaia rappresenta, da un punto di vista programmatico, uno dei pochi centri di ricerca italiani attrezzato per fare R&S, su scala ingegneristica e preindustriale, su una grande varietà di attività:
• Ingegneria avanzata per lo sviluppo ecosostenibile
• Servizi tecnico-scientifici avanzati
• Centri di innovazione integrata
Attività di condizionamento dei rifiuti nucleari provenienti dalle campagne di reprocessing del combustibile esaurito.
Trisaia è anche sede legale e operativa di alcune società partecipate (Consorzi TRAIN, TRE, CALEF, PROCOMP.
Attivita' di Ricerca:
• Agrobiotecnologie
• Applicazioni laser
• Centri di innovazione
• Fonti rinnovabili: biomasse ed energia solare
• Metrologia
• Monitoraggio ambientale
• Radioprotezione
• Terre rare
• Trattamento rifiuti
Fonte: sito Università e varie |