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Oggi il Rettore dell’Università degli Studi di Pavia e il Presidente della Regione Lombardia hanno siglato un accordo per avviare dottorati di ricerca e percorsi scientifico-formativi avanzati post laurea nei due ambiti della Biomedicina e della Scienza dei materiali e nanotecnologie.
Un traguardo importantissimo per l’Ateneo pavese e per la Regione Lombardia, che avviano così le iniziative congiunte finalizzate a potenziare la ricerca e incrementare l’attrattività del territorio lombardo. Oltre al Rettore dell’Università di Pavia, unica università pubblica lombarda coinvolta, anche i Rettori dell’Università Cattolica di Milano e del Politecnico di Milano.
Obiettivi comuni dei progetti co-finanziati dalla Regione Lombardia sono: promuovere network di ricerca internazionali, potenziare il raccordo tra imprese e sistema universitario, favorire in Lombardia l’attività di ricercatori di talento, anche invitati a rientare dall’estero, mediante dottorati e borse di ricerca.
Molto soddisfatto dell’accordo il Rettore Angiolino Stella, che dall’avvio del suo rettorato sostiene il progetto di <<Pavia Research University>>, inserita in network internazionali: “L’università di Pavia porta il proprio contributo di università storica e pluridisciplinare, in aree di ricerca di particolare interesse e attualità. Ci proponiamo, in prospettiva, di affiancare ai due progetti ufficialmente varati oggi anche iniziative dedicate all’area umanistica, per valorizzare la ricchezza e la pluralità disciplinare del nostro ateneo.
L’obiettivo principale del Progetto di istituzione di percorsi scientifico-formativi avanzati post laurea in Biomedicina molecolare e Scienza dei materiali è quello di dare particolare rilievo e prospettive di lavoro ai giovani che si trovano in una fase cruciale della loro carriera di ricercatori ed è estremamente importante che tutto questo possa avvenire in piena sinergia con le Regione”.
L’organo di governo regionale ha infatti ritenuto che il progetto dell’Ateneo pavese concorra all’obiettivo prioritario di migliorare la competitività del sistema economico e produttivo lombardo, facendo leva su alta formazione e ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico. Il progetto vede un diretto coinvolgimento del mondo accademico nel sostenere la domanda di ricerca e innovazione tecnologica da parte delle aziende, permette di reclutare giovani talenti, intensificare le reti internazionali di ricerca, migliorare le eccellenze del territorio e rafforzare le capacità di produrre innovazione.
La giunta lombarda, nella seduta del 27 giugno 2006 ha deliberato di siglare l’accordo e finanziare al 50% il progetto dell’Università di Pavia per l’istituzione di due percorsi avanzati post laurea in “Biomedicina molecolare” e “Scienza dei materiali e nanotecnologie”: ai 500.000 euro erogati in due anni della Regione si aggiungono altri 500.000 euro di cofinanziamento che i proponenti dell’Università di Pavia hanno garantito sui loro fondi di ricerca.
“E’ un riconoscimento davvero importante per l’Università di Pavia – commenta con soddisfazione il Pro-Rettore per la ricerca, Cesare Balduini – la Regione tributa al nostro Ateneo, insieme alla Cattolica e al Politecnico, il ruolo leader per la sperimentazione di percorsi d’eccellenza, anche in virtù di un consolidato riconoscimento a livello internazionale. In particolare, abbiamo proposto due sottoprogetti in Biomedicina e nanotecnologie, che sono settori in cui a Pavia esiste già una realtà di ricerca consolidata; ne esistono molte altre, in verità, ma in questi settori è maggiore l’abitudine a lavorare coinvolgendo gruppi di facoltà diverse. Negli ultimi anni, ad esempio a Pavia è sorto ed il <<Centro di Eccellenza in Biologia Applicata>> che riunisce molti dei gruppi di ricerca dell’Università e di altri enti e che è stato riconosciuto dal MIUR come centro d’eccellenza e punto di riferimento nazionale nelle discipline delle scienze biomolecolari.I progetti si rivolgono a giovani già ammessi ai dottorati di ricerca o post doc e propongono programmi scientifici impegnativi, che prevedono una parte formativa e una di ricerca. I corsi saranno tenuti da docenti di fama internazionale, l’attività di ricerca avrà carattere interdisciplinare e internazionale.”
Il progetto scientifico-formativo “Biomedicina molecolare” si propone lo studio coordinato dei meccanismi molecolari alla base di fondamentali processi biologici e delle loro alterazioni in patologie di grande rilievo biomedico e sociale. Verranno in particolare presi in considerazione tre settori, nell’ambito dei quali l’ateneo pavese può vantare una tradizione e un prestigio scientifico d’eccellenza: 1) Ematologia molecolare 2) Basi molecolari della neurodegenerazione 3) Tecnologie cellulari Il progetto scientifico-formativo.
“Scienza dei materiali e nanotecnologie” si propone la messa a punto di nuovi materiali per applicazioni tecnologiche ad alto valore aggiunto, da trasferire sul mercato di ricerca sui materiali non tradizionali. I dipartimenti dell’Università di Pavia di Chimica-Fisica “M. Rolla”, di Fisica “A. Volta” e di Elettronica, che vantano una consolidata esperienza dei settori dei materiali e delle nanotecnologie, attiveranno quattro sottoprogetti: 1) Sviluppo di elettroliti solidi per dispositivi elettrochimici (celle a combustibile polimeriche e agli ossidi solidi) 2) sviluppo e caratterizzazione di sensori e biosensori 3) Sintesi di materiali e preparazione di dispositivi per ottica e fotonica e biofotonica 4) metodologie innovative per la caratterizzazione strutturale e funzionale di materiali e dispositivi.
Le risorse disponibili per i percorsi formativi saranno utilizzate principalmente per le seguenti azioni: - promuovere il soggiorno a Pavia di docenti stranieri e italiani chiamati a collaborare alle attività didattiche e scientifiche - promuovere il soggiorno all’estero di docenti e allievi pavesi nell’ambito dei rapporti di collaborazione - istituire premi di studio per gli allievi che abbiamo conseguito risultati di eccellenza - mettere in atto iniziative volte a consentire agli allievi che abbiano concluso il Dottorato di proseguire la loro attività di ricerca.
Fonte: www.unipv.it/ 22 novembre 2006 |