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Eccellenza Facoltà di Statistica di Bologna

http://www.stat.unibo.it/

La Grande Guida all'Università 2006-2007 del quotidiano La Repubblica la premia come migliore facoltà di Statistica, seguita da Padova, Roma 1 La Sapienza, Milano 2 Bicocca e Messina.

LE FACOLTÀ: Sono solo 5 le facoltà di Scienze statistiche nel nostro Paese.
Si trovano tutte in atenei statali.

di Silvia Bignami

Di nicchia, un po’ radical chic e con una vocazione per l’estero e per la ricerca.

È la facoltà di Scienze Statistiche di Bologna, dove per laurearsi «è obbligatorio fare almeno un’esperienza fuori dai confini e applicarsi in uno o più tirocini durante il triennio e la specialistica», specifica la preside della facoltà, prorettore dell’ateneo, Paola Monari. È la piccola (e vincente) filosofia di questo dipartimento, che vanta il 90 per cento di indice di gradimento tra gli studenti, l’80 per cento di frequentanti, il 60 per cento - in Italia spesso non si arriva al 40 per cento - di laureati in corso, e il 95 per cento di occupati nei primi anni dopo la laurea, «e tutti in posizioni di prestigio».

Idea anglosassone di fare università che coniuga studio, lavoro e indipendenza. E idea premiante. «Noi abbiamo solo 1.000 studenti, con una media di 200 matricole all’anno, e circa 60 tra docenti e ricercatori - spiega Monari - per questo funzioniamo così bene». Statistica conta quattro lauree triennali e tre specialistiche e alcuni master. Le prime sono in Finanza e assicurazioni, Statistica e informatica per le aziende, Statistica e ricerca sociale e Statistica, imprese e mercati. Il biennio di specialistica si divide invece in tre indirizzi: economico, informatico e metodologico.

Fatto sta che questa minuscola costola dell’ateneo funziona a meraviglia, puntando sull’agilità che le sue dimensioni le garantiscono. E il lavoro, spesso ottimo, arriva entro un anno dalla laurea.

Statistica sforna a tornate parsimoniose la classe dirigente del futuro: «Noi applichiamo metodi matematici e quantitativi a tutti i fenomeni sociali». Ecco perché gli sbocchi professionali vanno dall’Asl, «per studiare i modelli di diffusione delle malattie», alla Banca d’Italia, «per prevedere i flussi finanziari», al marketing e alla pubblicità, «per elaborare una campagna elettorale vincente». Ma basta anche meno. Furio Colombo, professore associato di statistica, ha applicato il metodo quantitativo all’andamento delle partite di calcio. Semplice "divertissement" matematico.

«In realtà - conclude Monari - questi sono solo usi curiosi della materia. La statistica non è un gioco, piuttosto è un metodo scientifico di raccontare la realtà>>.

Fonte: www.repubblica.it/ Grande Guida all'Università 16 giugno 2007

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