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Eccellenze Facoltà di Scienze di Padova, Trento e Normale Pisa

La Facoltà di Scienze di Padova è risultata prima nella classifica del Censis 2006-2007, seguita da Milano 2 Bicocca, Pavia, Modena-Reggio Emilia, Parma, Milano 1 e Ferrara.

LE FACOLTÀ: Oggi in Italia si contano 43 facoltà di Scienze.
42 negli atenei pubblici, soltanto una negli atenei privati.

Facoltà di Scienze di Padova

http://www.scienze.unipd.it/

di Ilaria Zaffino

Avvicinare i ragazzi al mondo scientifico, stimolare la curiosità dei più giovani verso la natura per far scoprire, sin dalle scuole medie-superiori, le diverse facce di un mondo che in troppi non conoscono.
Così la facoltà di Scienze di Padova affronta il problema del calo delle iscrizioni: un destino comune, in Italia, a tutte le scienze cosiddette “dure”. Dalla fisica alla chimica alla matematica. Che però a Padova, già dallo scorso anno, ha subito un’inversione di tendenza. «La crescita registrata l’anno scorso si è mantenuta stabile - racconta il preside Eugenio Calimani - a dimostrazione del fatto che non si è trattato solo di una moda temporanea. Di studenti cioè che passato l’entusiasmo del momento lasciano subito dopo il primo anno». Al contrario, il fenomeno, che nella prima facoltà di Scienze d’Italia assume proporzioni non trascurabili, è legato al progetto finanziato dal ministero dell’Università che vede l’ateneo di Padova, insieme a quelli di Venezia e Verona, impegnato a fare orientamento sin dai banchi di scuola. Permettendo ad esempio agli studenti delle superiori di prendere parte ai laboratori, non solo come visitatori, ma addirittura permettendo loro di assistere agli esperimenti di chimica, di fisica, di scienza dei materiali.
«Mostriamo come la matematica può essere applicata ai problemi reali, di ogni giorno » continua il preside. E da quando il progetto è cominciato, due anni fa, le iscrizioni sono aumentate davvero nei 4 corsi di laurea coinvolti (appunto chimica, fisica, matematica e scienza dei materiali). E anche l’interesse delle scuole, con cui l’università sta creando rapporti sempre più stretti. «Ora si pensa di estendere il progetto anche ad altri settori. Come scienze della terra e geologia, che nell’ultimo periodo hanno risentito di più del calo di iscritti».
A Padova, infatti, il mondo scientifico si presenta piuttosto variegato: ci sono 15 corsi triennali (14 seguiti da laurea magistrale, per uno solo, il più nuovo e cioè quello in Ottica e Optiometria, non esiste la specialistica) e 16 lauree di secondo livello.
Alcune interfacoltà, con Agraria o Veterinaria. Ma anche con Lettere e Ingegneria. È il caso di Scienze e tecnologie per i beni archeologici e artistici. «un corso di nicchia, intendiamoci, per chi vuole lavorare nelle cooperative per il restauro dei beni culturali, ma che non può comunque fare a meno di competenze scientifiche ».
Anche i master, come quello in Comunicazione e giornalismo scientifico attivato con Ingegneria, Agraria e Lettere, sono interfacoltà. Oppure in collaborazione con il Cern di Ginevra, «perché sono legati a esperienze di ricerca - spiega Calimani - sono master con 6 o 7 studenti, 10 al massimo ». Mentre stanno prendendo il via le lauree congiunte: con Bordeaux, Parigi, ma anche con università tedesche e spagnole. «Finora abbiamo avuto solo lauree ripetute, nel senso che un ragazzo che si è laureato a Parigi può poi ottenere il diploma anche da noi».
Ma la vera anima della facoltà sono i laboratori. Né potrebbe essere altrimenti.
Perché la parte sperimentale a Scienze è tutto. E da questo dipende la presenza del numero programmato.
«Perché nonostante la polemica del ministro contro il numero chiuso, si deve dare a tutti gli iscritti la possibilità di utilizzare i laboratori, dove ogni studente deve avere la sua postazione. Per questo lasciamo il numero chiuso a Biologia, mentre lo abbiamo tolto a Informatica della magistrale perché il numero previsto non veniva raggiunto». Ma anche quando c’è il numero aperto fondamentale è la prova di ingresso: un test di autovalutazione che non blocca nessuno ma permette allo studente di conoscere le proprie carenze e lascia debiti o crediti formativi. «E il test funziona, perché sono diminuiti gli abbandoni iniziali, quelli di chi non fa nessun esame al primo anno e poi sparisce.
In fondo non conviene a nessuno riempire i laboratori di ragazzi che poi abbandonano. Per questo curiamo tanto l’ingresso degli studenti».

Fonte: www.repubblica.it Grande Guida all'Università 3 luglio 2007

Facoltà di Scienze di Trento

http://portale.unitn.it/scienze/

di Angelina De Salvo

A Trento, la facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali ha deciso di investire strategicamente sul diritto allo studio, sia sul piano delle risorse umane, che su quello delle strutture di ricerca. E si è assicurata così il primo posto tra le facoltà di scienze dei piccoli atenei nell’ultima classifica del Censis, seguono Verona, Roma 3 Tor Vergata, Ancona, Udine e Venezia .
Tre i corsi di laurea: Fisica, Informatica e Matematica; tra un anno partirà anche quello in Biologia. Marco Andreatta, preside della facoltà e docente di Matematica, dall’inizio del suo incarico, ha promesso che il suo obiettivo prioritario sarebbe stato la riqualificazione didattica. Promessa rassicurante, in un periodo in cui sempre più urgente è la domanda di scienza e tecnologia proveniente dalla comunità europea.
Detto, fatto. La forte tensione verso l’internazionalizzazione, che da sempre è una delle vocazioni dell’ateneo trentino, nell’attiva facoltà di Scienze naturali, si concretizza in una politica di cooperazione interuniversitaria, non solo con i consueti programmi Erasmus, ma soprattutto con la creazione di doppie lauree in accordo con altre Università europee.
Ed ecco allora, la doppia laurea in Matematica e Fisica in collaborazione con l’Università di Tubinga e quella in Informatica (anche con corsi in lingua inglese) in collaborazione con l’Università di Aquisgrana ed Edimburgo: il tutto con gran profitto e soddisfazione per i giovani studenti ai quali è assicurata un’alta formazione in ambito europeo e l’attenzione anche di docenti stranieri.
Per contrastare la mancanza di “vocazioni scientifiche”, problema fortemente sentito dal mondo del lavoro, è con una punta di orgoglio che Marco Andreatta ricorda la creazione, ormai da un paio di anni, di percorsi di eccellenza e approfondimento per gli studenti più motivati. Pomeridiani e a numero chiuso, i corsi prevedono una borsa di studio. Lo scopo è premiare lo studente motivato che vuole oltrepassare il limite culturale imposto dalla cosidetta
“liceizzazione” dell’università italiana. Da qui l’interesse e il sostegno economico da parte di enti di ricerca nazionali e soprattutto del Progetto Lauree Scientifiche che, forte di 619 iniziative attivate tra stage, laboratori e workshop, ha l’obiettivo di avvicinare i giovani alle scienze di base: chimica, fisica, matematica e scienza dei materiali.
Sulle colline di Povo, dove ha sede la facoltà dal 1972, c’è grande attenzione per le possibilità e le esigenze di inserimento nel mondo del lavoro degli attuali 900 studenti iscritti.
Nell’ambito delle lauree specialistiche, sono previsti stage presso aziende locali e nazionali sostenuti dal corso Scienza/Azienda, trasversale alle discipline matematiche, fisiche e informatiche e tenuto a due mani da scienziati ed economisti.
Così come trasversale alle lauree previste, è il corso di Comunicazione della scienza, che intergisce con Musei e Science centers locali e nazionali ed è rivolto alle attuali esigenze della comunicazione e divulgazione della scienza che non può che partire dai ricercatori e dagli esperti.

Fonte: www.repubblica.it Grande Guida all'Università 3 luglio 2007

In questo ambito vogliamo ricordare:

La Scuola Normale Superiore di Pisa

http://www.sns.it/

La Scuola Normale Superiore di Pisa è un centro di formazione e di ricerca fondato da Napoleone nel 1810 come succursale dell’École Normale Supérieure di Parigi. In un unico contesto convivono docenti, ricercatori e studenti, si svolgono attività didattiche e di laboratorio, si sviluppano eventi culturali ed iniziative sperimentali.

Due sono i tradizionali ambiti, le Classi, in cui si svolge l’attività: Lettere e Filosofia e Scienze matematiche fisiche e naturali. Due i percorsi in cui si articola l’offerta per gli studenti: il corso ordinario e il corso di perfezionamento.

La grande risorsa della Normale è la qualità dei suoi studenti. Selezionati sulla base del merito attraverso un apposito concorso, vivono in un sistema collegiale completamente gratuito e seguono un percorso di studi imperniato su una naturale commistione di esperienze, ricerche, approfondimenti, momenti di intuito.

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