La migliore facoltà di Scienze Politiche è quella di Forli così dice la Grande Guida all'Università 2006-2007 del quotidiano la Repubblica, seguita da Trieste, Siena, Firenze, Milano 1, Pavia, Piemonte Orientale.
LE FACOLTA': sono 33 le facoltà di Scienze politiche.
Di queste, 30 si trovano in atenei pubblici e 3 in quelli privati.
Facoltà di Scienze Politiche di Forlì
http://www.spfo.unibo.it/Scienze+Politiche+Forli/
di Francesca Parisini
Sui banchi di scuola come se fossero attorno a un tavolo del Consiglio di Sicurezza della Nato. In discussione una crisi internazionale, di quelle
che, dal vero, rischiano di finire in una guerra. Questa sarà finta, ma simulata nei minimi particolari: nell’analisi dei temi in ballo e nella ricerca di una soluzione praticabile. È una sperimentazione che la Nato farà nelle prossime settimane per la prima volta in Europa, coinvolgendo i ragazzi della facoltà di
Scienze politiche “Roberto Ruffilli” di Forlì. Nata come “succursale” della omologa facoltà dell’ateneo bolognese, quando alla fine degli anni ’80 l’allora
rettore Fabio Roversi Monaco volle il decentramento dell’Alma Mater nelle sedi romagnole, dal 2003 la facoltà è indipendente e attualmente si concentra in due corsi di laurea triennali, Scienze internazionali e diplomatiche e Sociologia e scienze criminologiche (a numero chiuso), e tre specialistiche, due incentrate sui temi delle triennali, una in Sociologia della salute.
«Avevamo cinque triennali - racconta Giliberto Capano, giovane preside di una facoltà fatta per lo più di giovani docenti - ma abbiamo scelto di chiuderne
tre perché gli studenti non erano sufficienti. Non vale la pena tenere acceso un corso che non abbia almeno un centinaio di alunni».
Tuttavia, non si può certo dire che a Scienze politiche a Forlì manchino i numeri: gli iscritti sono in tutto tra i 2.500 e i 2.600, poco meno della metà di quelli di Bologna, per fare un raffronto con una facoltà vicina. E le
matricole ogni anno sono circa 700: 500 ragazzi per le triennali, il resto per le specialistiche.
«Il dato interessante - spiega Capano - è che più della metà dei nostri iscritti arriva da fuori regione. Ciò significa che il tam tam tra i ragazzi sulla qualità dei nostri corsi funziona bene».
Questo vuol dire, leggendo ancora più al di sotto delle cifre, che Scienze politiche di una cittadina non particolarmente appetibile per un giovane come è Forlì vince da sé la concorrenza di facoltà che hanno sedi in città più grandi e più attraenti come Padova, Milano, Torino e la stessa Bologna.
Qui viene, insomma, chi ha nel cassetto dei propri sogni professionali la carriera dei grandi diplomatici impegnati in giro per il mondo o di quei criminologi deputati alla risoluzione dei casi più intricati. Tra i progetti futuri della facoltà, una specialistica tutta in inglese sui temi dell’internazionalizzazione e un’altra dedicata al rapporto tra mass media e politica. Da un paio d’anni, inoltre, la facoltà ha messo in atto una piccola
rivoluzione nella didattica, mirata ad aumentare la redditività dei ragazzi negli studi e soprattutto ad abbassare drasticamente il numero dei fuori
corso. Il primo espediente è stato quello di costringere gli studenti a dare gli esami in soli due appelli all’anno, contro un minimo di sei previsti dal regolamento didattico dell’ateneo. Ma ce n’è stato anche per i docenti, obbligati a fare lezione negli orari più comodi per i ragazzi, su loro stessa indicazione.
I numeri, al momento, sembrano dare ragione a questa sperimentazione avviata per lo storico corso in Scienze internazionali e diplomatiche: se prima i ragazzi che concludevano a settembre tutti gli esami del primo anno erano 27 su cento,
ora sono diventati il 46 per cento, con voti medi superiori di un punto. E anche gli studenti che al primo anno non danno neanche un esame sono calati drasticamente dal 22,5 per cento al 10
Fonte: www.repubblica Grande Guida all'Università 19 giugno 2007
Facoltà di Scienze Politiche LUISS Roma
http://www.luiss.it/scienzepolitiche/
La facoltà di Scienze Politiche della LUISS, Libera Università Guido Carli, è risultata la migliore tra le private secondo le valutazioni del Censis, seguita dalla Cattolica di Milano, e dalla S.Pio V di Roma.
di Veronica Mazza
Da circa trent’anni, offre un modello formativo avanzato, finalizzato non solo a trasmettere conoscenze, ma anche ad «allenare alla flessibilità» la classe dirigente di domani. La LUISS, Libera Università Guido Carli, anche quest’anno ha un posto d’onore tra le università private, attestando il suo impegno a
offrire servizi e percorsi didattici che ne superino la fama e il prestigio. «Nel nostro ateneoracconta il rettore Massimo Edigi - c’è una ricerca costante
a nuove forme di insegnamento, mirate all’interattività, che stimolino gli studenti a testare con mano ciò che apprendono.
Tutto ciò è sostenuto da una forte motivazione, non solo di un corpo insegnante pronto a cogliere le problematiche del singolo, ma soprattutto degli studenti, che per la rigorosa selezione d’ingresso e la frequenza obbligatoria a tempo pieno, dimostrano una grande voglia di apprendere per costruire solide basi per il loro futuro lavorativo ». Oltre alle canoniche lezioni in aula, sono previsti laboratori, stage e tirocini, per una prima e concreta esperienza lavorativa. E per chi è in procinto di laurearsi, oltre alle giornate di orientamento, dove
si viene a contatto con grandi aziende, il servizio di Placemente Office, che li assiste nella fase si inserimento del mondo del lavoro, c’è anche l’innovativo “Invito a cena con…”, un incontro informale, grazie al quale 15 laureandi si incontrano a tavola con un protagonista dell’economia, del diritto o della comunicazione, per comprendere dalla loro esperienza i problemi reali della
professione.
Gli studenti sono al «centro del sistema», grazie anche a un’assistenza da parte di tutor qualificati, che li seguono per l’intero corso di studi. Il rapporto studenti/insegnanti è ottimo, 7 a 1, così come il corpo docente di prestigio, che proviene sia dal mondo accademico che dall’ambiente professionale.
Tra le tre facoltà, Economia, Giurisprudenza e Scienze Politiche, il palmares
quest’anno spetta a quest’ultima, che ha puntato su un plus comune a tutto l’ateneo: l’internazionalizzazione, sia in termini di classe docente che di studenti, grazie a borse di studio d’interscambio culturale.
Anche la didattica ha un ruolo di primo piano, come racconta il preside Massimo
Baldini: «Abbiamo teso a combattere la coriandolizzazione delle discipline, anticipando la riforma Mussi. Così grazie alla riduzione del numero degli
esami, abbiamo tutelato gli studenti da un iter di studi all’insegna della frammentazione didattica».
Fonte: www.repubblica.it Grande Guida all'Università 10 luglio 2007
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