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Eccellenze Facoltà di Giurisprudenza di Trento, Bologna e Roma 3

La classifica della Grande Guida all'Università 2006-2007 del quotidiano La Repubblica premia al primo posto la Facoltà di Giurisprudenza di Trento, seguita da Bologna, Roma 3 Terza Università, Ferrara, Udine, Siena, Torino, Genova, Trieste, Padova, Milano 1 e Pavia.

LE FACOLTà: Nel nostro Paese ci sono 56 Facoltà di Legge.
45 si trovano in atenei pubblici e 11 in atenei privati.

Facoltà di Giurisprudenza di Trento

http://portale.unitn.it/giurisprudenza/

di Ilaria Zaffino

Diritto cinese, russo e della comunità degli stati indipendenti, oppure comparato delle religioni: cioè canonico, islamico ed ebraico. Ma c’è anche il diritto dei paesi africani con un docente che arriva a Trento direttamente dal Mali. O ancora, tra i corsi meno frequenti nelle altre facoltà di Giurisprudenza, qui troviamo diritto pubblico di internet, diritto comparato della proprietà intellettuale, persino diritto e letteratura, «perché anche attraverso la letteratura si può imparare il diritto: pensiamo ai diritti degli emarginati, delle donne, degli schiavi che si apprendono leggendo i libri» racconta con orgoglio il preside Roberto Toniatti, mentre continua a elencare i fiori all’occhiello della sua facoltà, che ancora una volta si conferma prima in Italia. E tra i corsi d’avanguardia che nella piccola realtà trentina incontrano particolare gradimento c’è ad esempio quello di criminologia, oppure biodiritto, il diritto cioè applicato alle scelte della vita. Perché sono le tematiche più attuali che qui si affrontano a 360 gradi, con un occhio rivolto al mondo (è il caso del corso in diritto amministrativo delle amministrazioni globali) e l’altro sempre vigile sulla realtà locale, come conferma l’inserimento nel piano di studi di diritto delle cooperative e degli enti senza fini di lucro. «Perché la realtà delle cooperative in Trentino è molto importante» sottolinea il preside.
Ma è soprattutto il mondo a fare capolino nella giovane facoltà di via Verdi (è nata nel 1984), nel cuore della città, a due passi da piazza Duomo, che da ottobre scorso si è arricchita della nuova ala progettata da Mario Botta. Dei 50 docenti in pianta stabile a Trento due, infatti, sono stranieri: il tedesco Yens Woelk che insegna costituzionale comparato e dell’Unione europea e William Simons, docente invece di diritto russo.
«Ma tutti gli anni vengono tra i 12 e 15 visiting professor - ci tiene a precisare Toniatti - e per l’anno prossimo sono attesi due colleghi tedeschi per il corso di diritto romano, una collega da Vienna per diritto processuale civile, una da Haifa per diritto e genere, persino uno studioso di Berkeley, il professor Martin Shapiro, per il diritto amministrativo».
Ma c’è di più. Perché la prestigiosa cattedra Fulbright, che l’anno scorso è stata tenuta da una docente del Texas con un corso sulle class actions (i famosi ricorsi collettivi), quest’anno passa a una collega della California che terrà un corso avanzato di biodiritto: «un settore - continua il preside - molto curato nella mia facoltà», al quale non a caso vengono dedicati anche 5 incontri, da giugno a dicembre.
Altro argomento molto sentito il diritto dello sport, approfondito da due anni con un master che sta riscuotendo grande successo e prevede periodi di stage presso società e studi professionali.
Il reclutamento avviene su base nazionale e la didattica si svolge nel fine settimana, proprio per consentire a tutti di partecipare.
L’altro master per gli studenti di Trento è quello in studi avanzati europei e transnazionali, alla 12esima edizione, per formare gli avvocati e i professionisti del diritto. Una formula questa “european and transnational” che qui a Trento si ripete spesso.
Come, ad esempio, nella rivista giuridica curata dalla sezione trentina dell’Elsa (la European Law Student Association) e stampata in italiano e in inglese, che si chiama proprio “Journal of european and transnational law”.
Mentre in collaborazione con la facoltà di Giurisprudenza di Verona è attiva la Scuola di specializzazione per le professioni legali.
Prima di pensare alle specializzazioni, però, ai 500 fortunati che Ogni anno superano le selezioni (la facoltà è a numero chiuso e la graduatoria si basa per il 40 per cento sul voto di maturità e per il 60 sul risultato del test di ingresso) aspettano 5 anni intensissimi. «L’anno scorso siamo passati dal 3+2 alla laurea magistrale di durata quinquennale - spiega il preside - con tutte le complicazioni che questo comporta dal punto di vista organizzativo, come dover tenere ancora in piedi corsi del biennio e del triennio. Il vantaggio della laurea quinquennale è che porta alle professioni forensi: avvocato, magistrato, notaio. Ma la formazione giuridica può dare anche altri sbocchi. Per questo stiamo studiando un percorso triennale che porti a sbocchi alternativi a partire dal 2008».
E per il futuro l’impegno di Trento è di intensificare ancora di più i rapporti con l’estero: in primis la Cina, dove durante l’anno è stato organizzato un ciclo di lezioni. Ma anche con l’America latina: ad esempio Cile, Colombia, Guatemala con cui sono attivi due programmi finanziati dalla Commissione europea. «Mentre stiamo per concludere una convenzione con l’università di Buenos Aires per scambi di docenti e studenti. Il nostro obiettivo è quello di investire molto nella cotutela e cosupervisione delle tesi di dottorato». Come pure nei programmi Socrates-Erasmus-Leonardo: d’ora in poi, per la prima volta lo stesso studente potrà, infatti, avere una borsa per un periodo di studio all’estero e una anche per un periodo di tirocinio professionale dopo la laurea.

Facoltà di Giurisprudenza di Bologna

http://www.giuri.unibo.it/

di Ilaria Venturi

La tradizione, quella di Irnerio e dei primi glossatori, si respira entrando nell’antico palazzo Malvezzi, alzando lo sguardo agli affreschi della Sala delle Armi, il gioiello della facoltà.
Ma Giurisprudenza di Bologna non si è fatta seppellire dalla polvere nostalgica della tradizione. E se dopo gli anni delle lezioni nel cinema fuori porta e nelle multisale, ha ora nuove aule, da poco inaugurate dal Presidente della Repubblica Napolitano. E alza la voce sui temi all’ordine del giorno della società e della politica.
Il preside Stefano Canestrari, appena rieletto quasi per acclamazione, ha raccolto una sfida lanciata durante un consiglio di facoltà: le riflessioni dei suoi docenti più illustri su laicità e diritto.
«La facoltà più antica del mondo su un tema così attuale non poteva tacere, ha avuto il coraggio di esporsi, ha accettato la sfida di trattare, con pluralismo e in sede scientifica, argomenti fondamentali» dice. Un’apertura fuori da aule e convegni inedita, una piccola impresa mai realizzata prima nella forma di un libro di facoltà. Gli interventi sono quelli dei docenti più noti di Giurisprudenza, da Augusto Barbera a Francesco Galgano, ai filosofi del diritto agli esperti di diritto romano ed ecclesiastico.
Qui insegnano anche l’ex rettore Fabio Alberto Roversi Monaco, Renzo Costi, Federico Carpi e sono presenti scuole prestigiose come quelle penalistica e giuslavoristica.
Una facoltà che conta 127 docenti, circa ottomila iscritti, due sedi (a Bologna e a Ravenna), quattro scuole di specializzazione, una scuola di dottorato e una scuola europea di alti studi tributari diretta dal professor Adriano Di Pietro. Per Canestrari, ordinario di Diritto penale e membro del Comitato nazionale per la bioetica, sono tre le ragioni del successo: la tradizione, le personalità in cattedra e le scuole di grande rilievo e «la capacità di rispondere alle sollecitazioni derivanti dal dibattito culturale».
Giurisprudenza è allenata ad alzare lo sguardo dai codici: parla di mafia, con seminari ad hoc e un accordo a livello di ateneo con Libera, l’associazione contro le mafie; si occupa di diritti civili con lo Human Rights Nights film festival. «Siamo capaci di rispondere alle sollecitazioni derivanti dalle dinamiche sociali ed economiche» afferma Canestrari.
A settembre parte il secondo anno della laurea quinquennale a ciclo unico.
«Nel costruire il percorso abbiamo evitato il proliferare degli insegnamenti, il numero degli esami si è ridotto da 34 a 25, senza rinunciare però a innovare l’offerta formativa con l’attivazione di insegnamenti come Etica applicata e Deontologia professionale e a valorizzare corsi come diritto cinese e diritto musulmano e dei paesi islamici».
Per Canestrari, il preside del dialogo con gli studenti, «l’obiettivo era porre freno all’esamificio tutto nozionistico, che non valorizza i concetti. Su questo cominciamo ad avere ragione: vi sono già verifiche positive come si desume dall’abbandono, negli insegnamenti di facoltà, dei manuali brevi e ridotti».
Altro punto di forza, l’apertura al mondo: titoli di laurea congiunti (curriculum francese), le collaborazioni con università ed enti stranieri (l’ultimo accordo è con il ministero delle finanze spagnolo), i convegni internazionali.
«La facoltà si è dotata di un’unità organizzativa specializzata, che sotto la direzione del professor Antonelli supporta i processi di qualità e di internazionalizzazione». Per non perdere un passo antico.

Facoltà di Giurisprudenza Roma 3 Tor Vergata

http://www.giur.uniroma3.it/

di Angelina De Salvo

Giovani docenti attenderanno i nuovi iscritti ai corsi di diritto della facoltà di Giurisprudenza di Roma Tre. I due terzi dell’intero corpo docente, assicura il preside Giuseppe Terranova, professore di diritto nata nel ’95, offre un percorso di formazione pensato per favorire il rapporto tra studenti e docenti, con una didattica che privilegia la maturazione critica rispetto alla semplice illustrazione di saperi tecnici. Ma non è solo questo a invogliare centinaia di studenti, anche stranieri, che si iscrivono ogni anno: oltre alla classica laurea di 5 anni a ciclo unico, c’è anche un diploma in Scienze giuridiche dopo 3 anni, spendibile sul mercato del lavoro in attività diverse dalle tradizionali professioni forensi.
C’è poi grande attenzione per il processo di internazionalizzazione e per l’Europa in particolare.
Gli studenti possono scegliere, infatti, tra il corso di laurea in giurisprudenza italo-francese Master Recherche nato dalla collaborazione con la Facultè de Droit et des Sciences sociales di Poitiers e, ultima novità, quello in Ius civile dell’Europa comune al quale Roma Tre partecipa insieme a importanti poli universitari internazionali come l’Università di Barcelona Pompeu-Fabra, l’Università di Varsavia, Pázmány Péter Katolikus Egyetem di Budapest e l’Università di Scienze umanitarie di Mosca.
E ancora, la scelta è tra 6 corsi di diritto in lingua inglese e francese come quello in diritto commerciale anglo-americano, diritto privato comparato, giustizia europea, diritto francese delle obbligazioni e di contratti. Oltre ai tradizionali programmi Erasmus/Socrates dell’Unione europea, negli ultimi anni è stato promosso lo scambio di docenti e studenti fra le università europee anche attraverso specifiche convenzioni per il rilascio di titoli congiunti e i problemi di comparazione giuridica e unificazione del diritto, posti dalla nuova realtà europea, sono messi a fuoco nei programmi di ricerca. Il Centro di eccellenza in diritto europeo “Giovanni Pugliese”, ad esempio, ha fra i suoi obiettivi proprio l’analisi e l’approfondimento dei problemi giuridici in prospettiva europea e transnazionale.
Ma l’internazionalizzazione non è tutto. L’alta formazione offre ben 8 master post lauream. «Tutti caratterizzati dalla multidisciplinarietà - precisa Terranova - e negli ultimi anni frequentati da un numero sempre maggiore di studenti stranieri, soprattutto latino-americani e cinesi». I master in giurista d’impresa, contratti e diritto europeo, giurista europeo e il recentissimo diritto ed economia ambientale e del mare dimostrano l’apertura della giovane facoltà verso l’esterno e gli argomenti più attuali. Così come testimoniano le Scuole dottorali: la Scuola internazionale di diritto ed economia “Tullio Ascarelli” e la Scuola interuniversitaria e internazionale in diritto europeo.
Ma Giurisprudenza a Roma Tre risponde anche a esigenze tecnico-pratiche. Attraverso i corsi di lingua e scrittura giuridica, aperti quest’anno, gli studenti ancor prima di entrare nel mondo dei concorsi e dell’attività forense imparano a utilizzare una corretta terminologia giuridica.

Fonte: www.repubblica.it Grande Guida all'Università 26 giugno 2007

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