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Eccellenza Facoltà di Psicologia di Bologna sede Cesena

http://www.psice.unibo.it/Psicologia+Cesena/

La Grande Guida all'Università 2006-2007 elaborata dal Censis per il quotidiano la Repubblica premia ancora una volta la Facoltà di Psicologia di Bologna, con sede distaccata a Cesena come la migliore d'Italia, seguita da Torino, Padova, Milano 2 Bicocca e Trieste.

LE FACOLTA': In Italia gli atenei dove è possibile studiare Psicologia sono 16.
12 sono in università statali e 4 in atenei non statali.

di Ilaria Venturi

Il nostro punto di forza? Abbiamo dato spazio a tutte le anime della psicologia, con equilibrio, a cominciare dal reclutamento dei docenti». Bruna Zani, preside di Psicologia dell’Alma Mater, legge in questa scelta, non facile in ambiente accademico, una delle ragioni del successo. Non solo la facoltà quest’anno rimane al posto più alto del podio Censis, ma alza il suo punteggio rispetto al 2006.

«Un bel riconoscimento». Lo dicono prima di tutto i numeri. Il nucleo di valutazione dell’università bolognese giudica Psicologia sopra la media d’Ateneo, con un livello di soddisfazione più elevato espresso dagli studenti. Iscritti che arrivano alla laurea senza pentirsi. Alla domanda posta a bruciapelo al momento della discussione della tesi, «ti iscriveresti di nuovo da noi?», rispondono sì in 80 su cento; la media nazionale è di 70 su cento.

«Siamo partiti in modo contenuto puntando sulla qualità, cercando di dare spazio a tutte le voci della nostra disciplina», spiega la professoressa Zani, preside da cinque anni. Le tante anime (la neuropsicologia, la psicologia cognitiva, la psicologia del lavoro, sociale, di comunità, della salute, dell’educazione sino alla tradizionale area clinica) sono rappresentate da studiosi di livello internazionale.

Il corpo docente, osserva, è come lo vorrebbe il ministro Mussi: 23 ricercatori, 17 associati e 12 professori ordinari.

«Siamo una facoltà giovane nata appena undici anni fa, prima eravamo un corso di laurea all’interno del vecchio Magistero a Bologna». Vuol dire strutture nuove e spazi. Il corso di laurea triennale è unico, poi ci sono quattro specialistiche nei settori della psicologia clinica e di comunità, della psicologia cognitiva, della psicologia del lavoro e della neuropsicologia. «Ma vogliamo allargare l’offerta delle specialistiche puntando anche sull’area dell’educazione e della psicologia clinica per i minori ». Un modo per dare risposte a un mercato in difficoltà nel tradizionale settore clinico: a fronte di circa 50mila iscritti all’Albo degli psicologi italiani soltanto la metà riesce a lavorare come psicologo.

«A tre e a cinque anni dalla laurea, ovvero dopo il tirocinio, i nostri laureati risultano occupati quanto altri professionisti », dice la preside. «I settori da esplorare sono molti, certo è che per diventare psicologi ci vogliono cinque anni di formazione, la triennale non basta: questo lo diciamo chiaramente agli studenti».

Altro punto di forza: gli studenti, la prima cartina di tornasole. Ogni anno 750-800 ragazzi provano a entrare, trecento sono i posti. «C’è la selezione, ma offriamo anche la preparazione al test di ingresso».

Poi il sistema di accoglienza matricole, i tutor, il servizio tirocini e l’assistenza per le tesi. I lavori migliori ogni anno vengono tradotti in manifesti ed esposti al pubblico: è la Poster Competition. «Il riconoscimento è meritato», commenta Stefano Albertini dall’altra parte della cattedra. Laureando in psicologia del lavoro, è rappresentante in consiglio di facoltà da tre mandati. «La realtà è quella di un campus, abbiamo un rapporto stretto con i docenti, gli insegnamenti vengono approfonditi. Nelle specialistiche sei ancora più seguito.

Le lezioni, sul modello universitario europeo, diventano lavoro di gruppo, presentazione di paper, discussioni».

Poi c’è il legame, forte, con la città. Cesena è una realtà dinamica, stile Riviera. Appena un mese fa, nell’aula magna di Psicologia, Dario Fo ha partecipato alla notte bianca universitaria.

Qui accade che le cooperative edilizie bussino alla porta degli psicologi per capire l’identità dei loro soci. I contributi alla ricerca arrivano anche da enti e fondazioni locali. La facoltà non è insensibile al territorio, alle sue esigenze, alle sue ferite. C’è un progetto di ricerca che porta avanti l’umanizzazione nei reparti dell’ospedale Bufalini di Cesena, le scuole hanno bisogno della formazione degli insegnanti, mentre un gruppo di giovani ricercatori si occupa di psicologia delle emergenze: è in corso, tra l’altro, uno studio sui soccorritori e sui familiari delle vittime del disastro ferroviario di Crevalcore.

Una facoltà che non ha radici antiche, ma è dinamica. Par capirla servono le parole di Marco Walter Batacchi, uno dei padri fondatori, che considerava lo psicologo un ricercatore di verità: «Non ho cercato soltanto di imparare le regole del gioco scientifico e di applicarle correttamente, ma mi sono sempre interrogato sulle: perchè queste e non altre?».

Fonte: www.repubblica.it Grande Guida all'Università 19 giugno 2007

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