Translate in English
Formazione Progetti
Agevolazioni Cultura/Eventi
Previdenza Donazioni
Eco-nomia ADUSBEF
Eccellenze Facoltà di Agraria di Perugia, Tuscia Viterbo e Cattolica

La Grande Guida all'Università 2006-2007 del quotidiano La Repubblica premia la Facoltà di Agraria di Perugia con il primo posto quest'anno, seguita da Ancona, Bologna, Modena-Reggio Emilia, Padova e Parma.

LE FACOLTÀ: In Italia ci sono 23 facoltà di Agraria.
22 si trovano in atenei statali, soltanto una presso un ateneo non statale.

 

Facoltà di Agraria di Perugia

http://www.agraria.unipg.it/

di Veronica Mazza

Ha un’anima antica, ma uno sguardo sempre proiettato al futuro. Proprio l’anno scorso la facoltà di Agraria di Perugia, la terza in Italia in termini di anzianità, ha compiuto 110 anni, ma le celebrazioni sono state fatte con un pizzico di ritardo quest’anno. Il motivo? Un’occasione speciale: il conferimento della laurea honoris causa a Jacques Diouf, direttore generale della Fao, organizzazione con la quale la facoltà coopera da anni per la ricerca e la formazione nel settore delle scienze agrarie.
Nella sede della facoltà, presso l’antica abbazia benedettina di San Piero, l’internazionalizzazione ricopre un ruolo di primo piano. Sono molti infatti i rapporti che l’università ha intessuto con ministeri, politecnici e istituti universitari stranieri, dall’Argentina agli Usa fino all’Eritrea, allo scopo di offrire ai propri studenti una formazione dal respiro internazionale. «Il settore agricolo, voce importante dell’economia italiana, nel corso degli ultimi anni ha subito un forte cambiamento - spiega il preside Francesco Pennacchi - se fino a poco tempo fa la priorità era l’aspetto produttivo, oggi la politica agricola comunitaria mira anche a garantire un’alimentazione sicura e di qualità, una tutela dell’ambiente e una valorizzazione del paesaggio, ad organizzare servizi ricreativi e turistici finalizzati alla gestione dello sviluppo economico e culturale dei sistemi territoriali. Il nostro obiettivo è quello di formare competenze nuove, offrendo percorsi formativi internazionali, capaci di rispondere alle esigenze di un mercato che diventa sempre più cosmopolita».
Per questo, Agraria ha attivato anche corsi che rilasciano la doppia laurea, come per esempio Gestione degli agro-ecosistemi del Mediterraneo in collaborazione con la University of Agricolture di Malta. L’offerta formativa, comprensiva di sette corsi di laurea triennale e sei specialistiche, ha dallo scorso anno un plus in più in termini di qualità: la certificazione Iso 9001.
«All’inizio dell’anno accademico - racconta il preside - la facoltà dichiara gli obiettivi didattici da raggiungere, coerenti con le esigenze degli studenti e del mondo operativo. A fine anno una società esterna valuta se si sono raggiunti i traguardi prefissati, confermando o meno la certificazione.
Questa struttura organizzativa, non solo è sinonimo di garanzia per chi frequenta la nostra facoltà, ma è anche uno stimolo per il miglioramento continuo degli insegnanti.
Inoltre, l’ottimo rapporto numerico tra docenti e studenti, uno a cinque, rende possibile una continua assistenza fin dal primo anno e per le varie fasi della vita universitaria. A disposizione degli studenti, ci sono anche aule informatiche all’avanguardia, una biblioteca di pregio storico, con parecchi spazi per lo studio individuale, che dispone di oltre 36mila volumi e di collegamenti on line per consultare database di ogni tipo.
Molte della attività formative sono svolte nelle serre, nell’orto botanico,
nei campi e nelle stalle sperimentali presso l’azienda agraria dell’ateneo che con più di 2.000 ettari di superficie, è tra la più grandi dell’Umbria.
Per testare la teoria passando alla vera pratica, sono stati attivate più di duecento convenzioni per stage e tirocini con enti, istituti e studi professionali. Una volta laureati, si può usufruire anche dei servizi dell’ufficio job placement, nato da circa un anno e mezzo, per supportare gli studenti nell’ingresso nel mondo del lavoro. «A tal fine - specifica Pennacchi- è stata istituita anche Alfa, l’Associazione laureati della facoltà di Agraria di Perugia, che ha un doppio scopo. Uno è quello di associare gli studenti per mantenere un filo diretto con l’università anche dopo la laurea.
L’altro è quello di fornire loro reali possibilità lavorative, grazie alla diffusione di bandi o richieste, che ci arrivano direttamente dalle aziende. Per assisterli nell’avvio della loro professione.

Fonte: www.repubblica.it Grande Guida all'Università 3 luglio 2007

Facoltà di Agraria Tuscia Viterbo

http://www.unitus.it/agraria/

La Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia (Viterbo) negli ultimi anni ha notevolmente ampliato le sue attività scientifiche e le sue competenze in alcuni dei settori fondamentali dell’attività umana, quali l’agricoltura, l’alimentazione, le foreste e l’ambiente, incrementando le opportunità di formazione e di lavoro dei propri laureati, favorita anche dal fatto di essere l’unica Facoltà di Agraria presente nel Lazio con sedi distaccate: in provincia di Rieti (Cittaducale) e Roma (Velletri e Bracciano).

Essendo tra le poche Facoltà che hanno attivato Corsi di laurea inter-Facoltà (Scienze Biologiche e Conservazione dei Beni Culturali) ed inter-Ateneo (Architettura di Valle Giulia, Roma), laurea figure professionali altamente qualificate. In aggiunta, i numerosi Master post-laurea attivati e le strutture didattiche e di ricerca presenti in sede e fuori sede, nonché le consolidate collaborazioni internazionali, le permettono di formare figure che possono soddisfare le esigenze del mercato del lavoro anche a livello dirigenziale (vedi ad es. http://www.ifolamb.isti.cnr.it/ ). Gli studenti trascorrono lunghi periodi di stage non solo presso aziende private qualificate, ma anche presso strutture proprie della Facoltà o con essa convenzionate, come il Centro Studi Alpino di Pieve Tesino (TN), l’Azienda Agraria didattico-sperimentale, l’Istituto di Enologia e Viticoltura di Velletri e il Corpo Forestale dello Stato.

Il numero degli studenti iscritti, provenienti non solo dal Lazio ma anche da altre regioni, è cresciuto costantemente in questi anni. L’ampia e innovativa offerta formativa (informazioni sui singoli corsi) l’ottimo rapporto studenti/ docenti nonché la tranquillità e il basso costo della vita della splendida città di Viterbo, sede della Facoltà, hanno sicuramente favorito questa crescita.
Per agevolare gli studenti residenti nel Sud del Lazio, iscritti ad alcuni corsi di laurea a Viterbo diversi dal corso di laurea in Viticoltura ed Enologia, la Facoltà ha deciso di autorizzarli a seguire le lezioni e a sostenere gli esami del primo anno presso la sede di Velletri, che da questo anno accademico ha attivato nuovamente il corso di laurea in Viticoltura ed Enologia.

I laureati di questa Facoltà non solo presentano un tasso di occupazione sia a 3 che a 5 anni dal conseguimento del titolo molto elevato, ma evidenziano anche un ottimo grado di coerenza (affinità tra lavoro svolto e titolo conseguito) e un elevato grado di efficacia (grado di utilizzo del titolo conseguito). A 5 anni dalla laurea il 72% ha dichiarato che la laurea costituisce un requisito per legge per accedere all’occupazione svolta, il 12% ha dichiarato di svolgere un lavoro in cui la laurea non è richiesta dalla legge ma di fatto è necessaria, l’8% non necessaria ma utile, l’8% né necessaria né utile. A partire dai laureati del 2005 l’indagine viene svolta da Almalaurea, grazie all'adesione dell'Ateneo al consorzio.

Sono valori di assoluta eccellenza che pongono la Facoltà di Agraria della Tuscia ai vertici delle classifiche riguardo l’inserimento nel mondo del lavoro.

Fonte: www.unitus.it

Agraria, un'eccellenza italiana

L’Eurispes, istituto di studi sociali nato nel 1982, ha individuato, nell’ambito di un rapporto di ricerca intitolato "Nostra eccellenza" e pubblicato a fine giugno 2006 i cento casi di successo made in Italy. Casi che, scrive Guido Corazziari, direttore del dipartimento economico, "altro non sono che la metafora di un Paese che funziona nonostante le difficoltà del ciclo economico, i ritardi organizzativi e culturali, le pastoie di una burocrazia che disperde spesso energie vitali e fiacca la spinta al cambiamento”.

Ebbene, nel circolo aureo di questi soggetti in grado di produrre “una forte spinta psicologica, una energia positiva e una iniezione di fiducia a beneficio di tutto il Paese”, l’Università della Tuscia fa la sua parte. A tenerne alto il vessillo e la facoltà di Agraria, fondata nel 1980 come prima e unica nel suo genere in tutta la regione Lazio, al fine di colmare uno specifico gap formativo.

Tre le peculiarità principali dei suoi piani di studio. Si va dall’ "attenzione al mondo produttivo", alla "internalizzazione" delle attività didattiche e scientifiche", passando per «l’innovazione della didattica e della ricerca”. Proponendosi sin dalla sua nascita come centro nevralgico della ricerca nel comparto agricolo, ambientale e aumentare, (ha nel suo dna la capacità di formare tecnici e professionisti nei pia moderni campi di applicazione delle scienze agrarie e forestali”.

Ma quello che pia balza agli occhi dallo studio Eurispes e l’anima che potremmo definire globale della sua organizzazione. Ben radicata, cioè, nella realtà all’interno della quale si trova ad operare, la facoltà riesce però ad aprirsi al mercato internazionale, forte proprio del cordone ombelicale che la collega alla Tuscia. “Le sue attività - si legge nel rapporto - partono dall’ ascolto del mondo produttivo e sociale del territorio, con il quale opera a stretto contatto per creare importanti sinergie”.

L’altra faccia della medaglia si chiama, però, internazionalizzazione. “Quella di agraria è anche una facoltà moderna, fortemente proiettata verso le relazioni internazionali, grazie alle collaborazioni con altri atenei stranieri .

Località e globalità, ricerca e innovazione sono i richiami usati per impedire l’oramai endemica fuga di cervelli che azzoppa il sistema Italia. Ma anche i mezzi che permettono alla facoltà di vivere in uno stato di proficua osmosi con la Tuscia, l’ Italia e il mondo. Anche il Viterbese ha il suo marchio d’eccellenza.

Fonte: il Messaggero 12 luglio 2006

Facoltà di Agraria dell'Università Cattolica sede di Piacenza e Cremona

http://www.unicatt.it/agraria/

Si è tenuta presso l'Università Cattolica di Piacenza la conferenza stampa nel corso della quale il prof. Lorenzo Morelli (nella foto con il dott. Libero Ranelli, Direttore di sede), ordinario di Biotecnologie delle fermentazioni nella Facoltà di Agraria e delegato dal Preside Gianfranco Piva, ha illustrato le opportunità formative e le attività scientifiche della facoltà di Agraria di Piacenza, che hanno consentito il raggiungimento di un eccezionale traguardo: quella piacentina, infatti, è risultata la migliore tra le facoltà di Agraria italiane non statali, secondo la “La grande Guida dell’Università di Repubblica" ,stilata dal Censis.

110 su 110 per produttività, didattica e relazioni internazionali, questi i voti che si è meritata la facoltà di Agraria della Cattolica di Piacenza e Cremona nelle tre aree di valutazione che più incidono sulla vita dello studente.

Le università non statali sono state valutate sulla base dei medesimi criteri, ad esclusione del profilo docenti.
Una valutazione complessiva eccezionale, di 106 su 110, è quella ottenuta dalla Facoltà di Agraria di Piacenza-Cremona, che, oltre ai tre 110 sopra riportati, si è meritata una votazione di 104 su 110 relativamente alla ricerca; questa valutazione però non tiene conto dei progetti di ricerca finanziati dall’Unione Europea, dove la facoltà ha una presenza più che rilevante segno che i buoni voti vengono dati anche dalle istituzioni europee.

Una perla, quella della Facoltà di Agraria, che Padre Agostino Gemelli volle far nascere oltre mezzo secolo fa proprio a Piacenza e che oggi vede attivi i corsi di laurea di primo livello in Scienze e tecnologie agrarie, Scienze e tecnologie alimentari e Viticoltura ed enologia oltre alle lauree specialistiche in Economia del sistema agro-alimentare; Qualità e sicurezza alimentare; Difesa delle colture per una produzione ecocompatibile e Produzioni animali.
Ultimo percorso formativo nato in seno alla sede di Piacenza è poi la Scuola di Dottorato Agrisystem, un percorso formativo di tre anni, multi-disciplinare e trasversale alle facoltà di Agraria, Economia e Giurisprudenza. Un'esperienza al suo secondo anno di vita (è aperto il bando di concorso) sostenuta dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano.

Alla Facoltà di Agraria si fa anche ricerca su due grossi filoni, sicurezza alimentare-qualità dei prodotti e contaminazione ambientale, sede segnalata dal governo per la costituzione di un "centro di eccellenza" a disposizione della Agenzia europea per la sicurezza alimentare.

Fonte: www2.unicatt.it 31 agosto 2007

Alcune considerazioni sull'Università Cattolica

di Carlo Brambilla

Sono cinque Alte Scuole, super specialistiche, post laurea, le frontiere ell’eccellenza nella ricerca e nella didattica, per l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Si chiamano Aseri, Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali; Almed, Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo; Altis, Alta Scuola Impresa e Società; Asag, Alta Scuola di Psicologia “Agostino Gemelli”; Smea, Alta Scuola in Economia Agro-Alimentare. Si affiancano alle 52 Scuole di Specializzazione, ai 67 Dottorati di Ricerca, e ai più di 100 master universitari, come fiori all’occhiello nella politica dell’alta formazione su cui la Cattolica punta da anni per distinguersi da tutti gli altri atenei italiani. «Non intendiamo certo trascurare la formazione di base - spiega il rettore, Lorenzo Ornaghi - ma l’impegno della nostra università è nella formazione della classe dirigente. E questa si ottiene potenziando il più possibile le alte scuole. Questo è il processo irreversibile di trasformazione delle università».
La più grande università privata italiana, che è anche la più grande università cattolica del mondo, fondata a Milano da padre Agostino Gemelli nel 1921, conta oggi 41 mila studenti, distribuiti in 14 facoltà, con 101 corsi di laurea. La sua attività è distribuita su 5 sedi, ognuna con la propria vocazione, come amano dire in Cattolica. La casa madre di Milano, più umanistica, ha i suoi punti di forza in Lettere e Filosofia, nella storica Psicologia, la prima a nascere in Italia, e nell’area economico-giuridica. La sede di Roma ha nella vocazione medicosanitaria la sua caratteristica principale.
Il Gemelli, l’ospedale del Papa, è il centro universitario della facoltà di Medicina. Piacenza e Cremona hanno il loro punto di forza nella facoltà di Agraria e nella ricerche orientata alla sicurezza alimentare, come quelle sugli Ogm, gli organismi geneticamente modificati. Brescia, che in autunno vedrà aprire un nuovo corso in Psicologia, è invece maggiormente orientata alle scienze.
Una caratteristica che tranquillizza molti genitori quando scelgono di mandare i loro figli a un ateneo privato come la Cattolica (tasse universitarie progressive in base al reddito, da 2.300 a 6.000 euro) è sintetizzata molto bene dal rettore nella frase «qui gli studenti si sentono meno soli». Grande accudimento, percorsi didattici individuali seguiti dai tutor, possibilità di alloggiare nei collegi universitari, attenzione ai piccoli problemi quotidiani. Esiste per esempio un efficiente servizio disabili che prevede numerosi aiuti, dall’accompagnamento dalla stazione all’università a cura di giovani volontari, all’assistenza in mensa, al coinvolgimento in gruppi di studio. Il tutto all’interno di una sede storica particolarmente piacevole, come quella di largo Gemelli a Milano, di fianco alla basilica di Sant’Ambrogio, ricca di chiostri e prati verdi dove gli studenti possono trovarsi a studiare o a rilassarsi.
Altra carta vincente dell’ateneo, su cui spesso il rettore ama porre l’accento, è la sua “internazionalità”. Una scelta che si traduce in scambi culturali, soggiorni, tesi, ricerche, stage all’estero, programmi di cooperazione internazionale.
Numerose, inoltre, sono le iniziative di collegamento tra mondo accademico e mercato del lavoro. Il servizio stage e placement organizza attività finalizzate alla scelta professionale. In stretto contatto con le aziende fornisce nformazioni sui possibili sbocchi professionali. Aiuta nella stesura del curriculum vitae. Pubblica l’elenco delle aziende interessate a ricevere candidature. Organizza incontri con i responsabili del personale. Simula colloqui di selezione. E con la sua “Job Bank” raccoglie e seleziona on line i curricula dei laureati a disposizione di tutte le aziende interessate.

Fonte: www.repubblica.it Grande Guida all'Università 10 luglio 2007

Copyright © ALAGOAS | Credits: ImmaginaWEB