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Premiata la Facoltà di Farmacia di Pavia con il primo posto nella classifica elaborato dal Censis 2006-2007, seguita Piemonte Orientale, Perugia, Bologna, Milano 1, Padova, Cagliari e Napoli 1 Federico II.
LE FACOLTÀ: Le facoltà di Farmacia in Italia sono 29.
si trovano tutte in atenei statali.
di Carlo Brambilla
Si chiama “etnobiofarmacia” l’affascinante nuova frontiera della ricerca avviata
dalla facoltà di Farmacia di Pavia.
Vuole studiare sul campo, dall’Africa all’Amazzonia, le medicine tradizionali dei popoli cosiddetti primitivi, utilizzando protocolli scientifici occidentali. «In questo momento stiamo approfondendo lo studio della medicina dei pigmei - racconta Gabriele Caccialanza, docente di Chimica farmaceutica, che coordina la ricerca - due volte l’anno, grazie alla guida dei padri missionari, andiamo
nel sud-est del Camerun, nella foresta tropicale, nei villaggi dei pigmei. Ci facciamo raccontare dagli sciamani le loro cure tradizionali, basate sulle piante. Per scoprire come, molto spesso, dietro a riti apparentemente
magici, si nascondano spiegazioni terapeutiche scientifiche.
Studiando per esempio l’estratto della corteccia di una pianta, la Brideia Grandis, che i pigmei utilizzano contro il mal di denti, abbiamo scoperto in laboratorio una molecola efficace nei confronti dei batteri responsabili
della carie».
Dopo le prime ricerche pilota l’ateneo pavese ha istituito il Centro
interdipartimentale di Etnobiofarmacia. E dal prossimo anno accademico partirà ufficialmente il primo master in Etnobiofarmacia.
«Una scelta didattica e di ricerca che verrà condotta in stretto contatto con l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità - racconta il preside Amedeo
Marini, docente di Chimica Fisica - che ha già avviato un programma per verificare la scientificità dell’azione delle medicine tradizionali popolari».
Ricerca avanzata e formazione scrupolosa sono i due ingredienti che
fanno della facoltà di Farmacia di Pavia, anche quest’anno, un’eccellenza
universitaria italiana.
«Dal prossimo anno accademico partiremo con un progetto di didattica integrata mediante tecnologia e-learning, rivolto agli studenti delle lauree triennali.
Non si tratta di formazione a distanza, come quella che avviene, per esempio, al Politecnico di Milano, ma un’integrazione della didattica in presenza». Gli studenti sfrutteranno le potenzialità messe a disposizione da internet per accedere ai contenuti dei corsi, dialogare tra loro, con tutor e coi docenti, fare e correggere esercizi, approfondire gli argomenti».
Farmacia è una facoltà interdisciplinare, in cui convivono tre anime: una di biologia, una di chimica e una di medicina. Negli spazi aperti, alberati, che separano le palazzine dove si trovano i dipartimenti è facile incontrare
giovani ricercatori in camice bianco che raccontano con entusiasmo la loro esperienza all’interno di un piccolo ateneo dove la dimensione umana fa la differenza rispetto al clima che si respira nelle grandi università sovraffollate.
Caterina Temporini, ricercatrice nel settore della chimica farmaceutica, studia lo sviluppo di metodi per l’analisi strutturale delle proteine: «Collaboriamo
col dipartimento di Biochimica, analizziamo le proteine coinvolte nei processi patologici, alla ricerca di potenziali nuovi farmaci». Con lei c’è Alessia
Pascale, ricercatrice in Farmacologia, che studia in particolare le proteine legate agli Rna messaggeri coinvolti, per esempio, nella malattia di Alzheimer.
Ma non si occupano solo di patologie gli studenti di Farmacia. Sempre più spesso interessi commerciali fanno scivolare la farmacologia nella cosmetologia e nella dietetica. Nascono così nuove prospettive per la ricerca: la “cosmeceutica”, che studia i cosmetici a cavallo dei farmaci, come alcune creme solari protettive o con caratteristiche dermatologiche anti-età. Oppure la “nutraceutica”, che si occupa del grande business degli integratori alimentari e di tutto ciò che aiuta in modo naturale a dimagrire.
L’E-LEARNING. Dal prossimo anno parte un progetto di didattica integrata mediante la tecnica dell’e-learning agli studenti che integra la didattica
in presenza.
NUOVE PROSPETTIVE. Tra le nuove aree di studio ci sono la cosmoceutica che studia i cosmetici a cavallo dei farmaci e la nutraceutica che si occupa
invece degli integratori alimentari.
Fonte: www.repubblica.it Grande Guida all'Università 3 luglio 2007 |