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Eccellenze Facoltà di Ingegneria ai Politecnici di Torino e Milano

La Grande Guida all'università 2006-2007 del quotidiano La Repubblica, premia Torino come migliore Politecnico d'Italia, seguono il Politecnico di Milano, lo IUAV di Venezia e il Politecnico di Bari. Il Politecnico di Milano conquista il primo posto come migliore Facoltà di Ingegneria, seguono Trento, Politecnico Torino, Genova, Padova, Brescia, Udine, Pavia, Siena, Modena-Reggio Emilia, Bergamo, Bologna e Roma 2 Tor Vergata.

LE FACOLTA': sono 39 le facoltà di ingegneria.
si trovano tutte in atenei statali.

Il 55,5 per cento degli studenti iscritti a Ingegneria proviene dal liceo scientifico, il 34,9 da un istituto tecnico, il 5,9 dal liceo classico e il 3,2 per cento da altri istituti (AlmaLaurea).

Politecnico di Torino

http://www.polito.it/

di Tiziana Catenazzo

Dal Politecnico arriva la prima vera riforma del sistema universitario: lo scorso 27 giugno il senato accademico ha votato a favore del nuovo piano strategico d’ateneo ed entro pochi mesi in corso Duca degli Abruzzi arriverà il nuovo statuto. Ma è già sulla carta il nuovo modello di governo e una linea di sviluppo che punta alla piena compenetrazione tra ricerca industriale e accademica, e a un fortissimo legame con le imprese, pubbliche e private.
Il rettore Francesco Profumo, pur garantendo la piena autonomia della ricerca, ha fin dall’inizio del suo mandato spinto per un forte legame con le professioni, da realizzare ad esempio attraverso strumenti quali il “dottorato industriale”.
Per gli studenti, al Poli ci saranno procedure di forte selezione all’ingresso del secondo ciclo, mentre per docenti e ricercatori, concrete politiche di verifica e di valutazione dell’impegno e, quindi, la premiazione dei migliori. Al Politecnico non ci saranno più le facoltà ma delle grandi Scuole, dotate di autonomia gestionale e amministrativa, che regoleranno la didattica come la ricerca: «Saranno messe in grado di gestire autonomamente le risorse umane come la logistica, l’informatica e gli aspetti legati alla sicurezza, e avranno budget operativi comprendenti le spese ordinarie».
Lo scorso maggio, l’inaugurazione della nuova sede dell’incubatore ha reso concreto quell’ideale di “Cittadella Politecnica” prefigurato da Profumo:
«La Cittadella dev’essere vista come un grande incubatore di formazione, ricerca, aziende e servizi, in cui trovano collocazione laboratori di ricerca e attività di formazione ma anche attività connesse all’innovazione e al trasferimento tecnologico verso le piccole e medie imprese».
A spiegare i risultati d’eccellenza finora conseguiti dal Poli, il prorettore Marco Gilli: «Sul piano della didattica siamo di fronte a una sfida sufficientemente complessa: offrire da un lato una solida formazione tecnica di base a tutti gli studenti, dall’altro percorsi di studio più complessi in grado di soddisfare anche i talenti, i più qualificati, con una didattica aggiuntiva, di tipo seminariale, ad esempio, di altissimo livello».
I docenti che ottengono invece i maggiori e migliori riconoscimenti a livello internazionale saranno premiati e sostenuti con contributi per la ricerca ma anche attraverso un più elastico sistema di accelerazione nella carriera.
«Sul profilo docente, dobbiamo ammettere - ha- concluso il prorettore - abbiamo mostrato finora poco coraggio nell’attrarre docenti dall’estero, ma certo anche stipendi bassissimi non ci hanno avvantaggiato. Ora speriamo attraverso chiamate dirette di attrarre un buon numero di docenti che ci aiutino a costituire delle scuole, a cui assicurare naturalmente tutte le risorse di personale e di strutture necessarie».

Fonte: www.repubblica.it Grande Guida all'Università 10 luglio 2007

Facoltà di Ingegneria di Milano

http://www.polimi.it/

di Carlo Brambilla

Ingegneri inventori. Il Politecnico di Milano è orgoglioso della sua capacità di fare ricerca concreta. E saper trasformare le sue scoperte in prestigiosi brevetti internazionali, che vedono gli studenti coinventori insieme ai docenti. Si chiama “Technology Transfer Office e Acceleratore d’Impresa” l’ufficio a cui spetta la missione di pianificare e organizzare il trasferimento tecnologico e valorizzare le scoperte, rendendole operative, nella sede storica di piazza Leonardo da Vinci, a Milano. Da qui nascono brevetti affascinanti. Come il “colorimetro a semiconduttori organici”, che getta le basi perché si possa arrivare a realizzare la prima vera e propria retina artificiale, simile a quella dell’occhio umano. O la nuova generazione di marmitte catalitiche, capaci di azzerare la concentrazione di ossidi d’azoto dei gas di scarico delle auto. Ma anche scoperte straordinarie nella nuova frontiera della bionica. Come i dispositivi in silicio (chip) che consentono al cervello di mettere in funzione le protesi artificiali. O il “mozzo dinamometrico”, che consentirà di realizzare un nuovo tipo di Abs capace di rendere molto più sicura la guida dell’auto.
«Sono solo alcuni esempi tra le 150 invenzioni che abbiamo brevettato negli ultimi 6 anni - racconta Giuseppe Conti, responsabile del Technology Transfer Office - davvero moltissime se si pensa che qui non si guarda assolutamente alla quantità dei brevetti realizzati, ma esclusivamente alla loro qualità».
Per illustrare le scoperte del Politecnico, Conti mostra disegni e schemi complicatissimi da decifrare. Fa sognare, in particolare, quello in cui si mostra in sezione l’occhio umano e si ipotizza la realizzazione di una retina artificiale.
«La colorimetria - spiega - è la scienza che misura il colore e lo identifica in modo sistematico, attraverso misure ottiche. Il nostro brevetto utilizza tre sensori polimerici che hanno la capacità di rilevare la luce esattamente come i recettori biologici presenti nella retina».
Nel mix formazione-ricerca-internazionalizzazione si nasconde la ricetta segreta del successo internazionale della facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano.
«Il Politecnico è nato al servizio di Milano - racconta il rettore Giulio Ballio - poi è stato al servizio della Lombardia. Oggi lo siamo dell’Italia (il 24 per cento degli studenti proviene da fuori regione).
Ma il nostro futuro è il mondo. I giovani hanno cominciato a capirlo. E vedono nella nostra facoltà di Ingegneria, soprattutto nelle sue relazioni nternazionali, una porta aperta verso il mondo».
In questa chiave ha appena preso il via, per esempio, il progetto Poli-Tong, una laurea congiunta con la Cina. I Politecnici di Milano e di Torino, per la parte italiana, e la Tongji University di Shanghai, per la parte cinese, hanno creato due corsi di laurea in Ingegneria Meccanica e in Ingegneria dell’Informazione.
Un’iniziativa particolarmente importante che si propone di formare una nuova classe di ingegneri capace di rafforzare i legami tra i due paesi e rispondere alle esigenze delle aziende italiane che intendono espandersi in Cina.
Ma ci sono anche accordi di doppia laurea con la Russia, che rispondono alle esigenze di espansione economica verso tutto l’Est. Mentre il progetto “Formare ingegneri stranieri in Italia” prevede l’assegnazione di 100 borse di studio per aspiranti ingegneri non italiani.
I programmi di scambio del Politecnico offrono agli studenti periodi di studio all’estero in più di 300 università partner europee e extraeuropee. Oltre a stage internazionali presso aziende o istituti di ricerca. Mentre vengono organizzati 11 corsi di laurea Specialistica- Magistrale interamente in lingua inglese.

Studenti-lavoratori la soluzione è on line

Il Politecnico di Milano vanta un piccolo record: l’aver istituito in Italia il primo corso di laurea on-line in Ingegneria informatica. La metodologia messa a punto dal Politecnico infatti permette di gestire didattica e studio in modo flessibile, rendendo compatibile la formazione con un’attività professionale a tempo pieno.
Il corso equivale a quello tradizionale: è tenuto infatti dal corpo docente del Politecnico di Milano e prevede le stesse materie di studio, gli stessi crediti formativi, gli stessi esami e riconoscimenti della laurea tradizionale.
Ingegneria informatica on-line, dal 2000 a oggi è l’unico corso di laurea con queste caratteristiche accreditato “CampusOne” dalla Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane). Gli esami si tengono presso la sede di riferimento che è quella del polo regionale di Como.
La scelta in questo caso può rivelarsi utile e adeguata per chi fino a ieri non poteva dedicarsi allo studio in modo pieno e gratificante.

Fonte: www.repubblica.it Grande Guida all'Università 10 luglio 2007

Curiosità: Facoltà di Ingegneria Trento

http://portale.unitn.it/ingegneria/

Dall’Europa al Mozambico studiare all’estero.
Trascorrere periodi di studio all’estero per frequentare corsi universitari, sostenere esami oppure svolgere ricerche di materiali utili per la propria tesi. Probabilmente si tratta del sogno ricorrente di molti studenti in cerca di un percorso di studio alternativo durante gli anni universitari.
L’ateneo di Trento, avvertendo le richieste dei propri iscritti, consente lo svolgimento di tutte quelle attività relative alla formazione al di fuori del nostro Paese. Con numerosi accordi bilaterali, l’università è divenuta partner di 35 Paesi stranieri, raggiungendo una serie di obiettivi, che riguardano la mobilità degli studenti, laureandi e dottorandi o scambi di docenti e ricercatori. Fra le attività congiunte si realizzano con maggior costanza seminari e conferenze.
Talvolta gli accordi sono sottoscritti da più atenei, e vengono definiti “multilaterali”. Oltre ai Paesi europei e dell’America latina si sono instaurati rapporti con realtà molto diverse rispetto a quella italiana come Senegal, Mozambico e Vietnam, concretizzando le aspirazioni di chi vuol tuffarsi in un’esperienza completamente nuova.

Fonte: www.repubblica Grande Guida all'Università 26 giugno 2007

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