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La Facoltà di Architettura di Ferrara conquista il primo posto nella Grande Guida all'Università 2006-2007 elaborata dal Censis per il quotidiano La Repubblica, seguono il Politecnico di Milano, Roma 3 Terza Università, Politecnico di Torino, Trieste, Politecnico di Bari, Parma, IUAV di Venezia e Camerino.
LE FACOLTA': Sono 21 le facoltà di Architettura in Italia.
Si trovano tutte in atenei statali.
di Francesca Parisini
Qualità dell’architettura significa anche qualità della vita: è questa la
missione di una buona scuola d’architettura», sostiene il preside vicario di Ferrara Graziano Trippa. Così, la facoltà della città estense, nata solo una
quindicina di anni fa, ha fatto sin dall’inizio una scelta tradizionalista:
un unico corso di laurea, di cinque anni e a numero chiuso, per un totale di
135 studenti. Ma con un occhio alla modernità.
La facoltà ferrarese ha infatti di recente avviato quella che Trippa chiama
una «nuova linea di lavoro» nel settore dell’energia. «Le nuove direttive ministeriali - spiega - impongono ai professionisti di costruire meglio i nuovi edifici, non solo puntando al risparmio energetico ma sviluppando al massimo l’utilizzo delle energie alternative».
È questa la principale novità di una facoltà che anche quest’anno si classifica prima tra quelle di Architettura.
«Vorremmo realizzare entro breve un centro interdisciplinare dedicato ad architettura ed energia - spiega il preside Iginio di Federico - incentivando le collaborazioni tra il nostro ateneo e soggetti esterni».
L’organizzazione didattica prevede l’articolazione degli anni accademici in semestri, ma il “pezzo forte” sono i laboratori: nove in tutto per i cinque
anni. «I nostri corsi sono di tre tipi - spiegano i due docenti - ci sono quelli monodisciplinari, gli integrati, cioè composti di due tipi di insegnamento, e i laboratori dove i ragazzi, per otto ore al giorno, sono seguiti da tre
professori di tre discipline diverse. Si tratta, in pratica, di una simulazione di progettazione».
Il punto debole? «Solo il 26,5 per cento dei nostri docenti sono strutturati - confessa il preside - questo vuole dire che dei 205 insegnamenti attivi nell’ultimo anno accademico, ben 133 erano tenuti da personale a contratto. Ma le risorse, ahimè, arrivano con il contagocce ».
Infine, dal prossimo anno ci sarà un corso triennale in disegno industriale realizzato in collaborazione con la facoltà di Ingegneria dell’Università di Modena-Reggio Emilia.
«Riteniamo che un corso di tal genere - conclude Trippa - sia utile per il territorio emiliano. Il design italiano ha avuto punte di eccellenza tra gli
anni Sessanta e Settanta, mentre oggi è in flessione. Ma se c’è una voce su cui l’industria italiana può essere in vantaggio rispetto alla concorrenza che arriva dall’Oriente, è proprio il valore aggiunto della progettazione integrata: concezione della macchina e immagine del prodotto insieme».
Fonte: www.repubblica.it Grande Guida all'Università 26 giugno 2007 |