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Santa alleanza imprese-atenei nella domotica

da articolo di Andrea Di Stefano

http://www.area.trieste.it/
Mentre in tanti settori abbiamo perso terreno negli ultimi anni, nella domotica le industrie italiane, in collaborazione con gli istituti di ricerca, continuano a sfornare progetti, prototipi e prodotti. L’ultimo esempio in ordine di tempo è quello dell’Area Science Park di Trieste dove sono stati presentati alcuni progetti innovativi di domotica applicata alla gestione dell’energia. Uno in particolare riguarda un sistema di climatizzazione di ambienti che sfrutta la geotermia: l’inversione termica della terra produce energia che alimenta delle pompe di calore, in grado di produrre aria calda d’inverno e fresca d’estate senza emissioni nell'ambiente con un risparmio energetico annuo del 46 per cento rispetto ad un impianto tradizionale.

http://www.di.univr.it/
Un vero e proprio polo di eccellenza per la progettazione della domotica è a Verona dove è nato il progetto Coconut, coordinato dal gruppo di ricerca Esd (Electronic System Design) del Dipartimento di Informatica dell’Università di Verona che è stato identificato come il miglior progetto in Europa nel 2007, per quanto riguarda la tematica dei sistemi embedded. Coconut coinvolge sette partner europei per un totale di 50 ricercatori, si concluderà nel giugno del 2010 e conta su un budget di 3,2 milioni di euro, di cui 2,5 finanziati dalla Comunità europea. Lo studio dei sistemi embedded è cruciale per tutti i settori della telematica ma soprattutto per la domotica: «E’ l’ultimo passo per la diffusione pervasiva del computer sottolinea Franco Fummi, ordinario di sistemi di elaborazione delle Informazioni nel corso di laurea di Informatica dell’ateneo scaligero e coordinatore di Coconut gli embedded di oggi non sono altro che sistemi distribuiti integrati in ogni oggetto e nell’ambiente». I 21 ricercatori coordinati da Fummi hanno contribuito, con i loro risultati, a fare del Dipartimento di Informatica dell’Università di Verona il migliore in Italia per didattica e ricerca, secondo il Censis. «In sette anni il numero di docenti e ricercatori è salito da 14 a quasi 50 persone», sottolinea il direttore Carlo Combi. «Un caso unico in Italia, che testimonia il successo di una realtà in grado di attrarre «cervelli» invece che lasciarseli scappare».

http://www.bticino.it/
Un altro polo della domotica è quello nato intorno alla BTicino che ha aggregato una serie di innovazioni sviluppate da aziende italiane come quella della Luceat, fondata nel 2000 da Alessandro Nocivelli. In collaborazione con Metallurgica Bresciana, Luceat ha realizzato in quattro anni il primo centro europeo di produzione di fibra plastica e il successivo accordo con BTicino per lo sviluppo del progetto MyHome. Un'altra impresa che ha investito ingenti risorse per lo sviluppo di un governo domotico della casa è Gewiss che ha sviluppato Chorus, un sistema costituito da una centrale touch screen, connettori, interruttori e sistemi di rilevazione integralmente "remotabile" dal web.

Fonte: www.repubblica.it supplemento Affari&Finanza 26 maggio 2008

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