di Luca Sciortino
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Studiando il ruolo decisivo che alcune proteine hanno nell’informazione genetica, il biochimico Davide Corona spera di sconfiggere gravi malattie.
Quando, come e perché certe sequenze di dna vengono correttamente lette per assolvere determinate funzioni della cellula è in gran parte un mistero. Si sa che l’informazione genetica è nella cromatina, una sorta di pacchetto il cui contenuto è il dna e la cui «carta da confezione» è formata da proteine. Siccome queste ultime, oltre a dare forma al pacchetto, bloccano l’accesso al suo interno, esistono specifiche reazioni che alterano la struttura della cromatina e permettono l’ingresso al dna in modo da usare le sue informazioni.
Capire queste reazioni e il loro funzionamento è un obiettivo cruciale della ricerca: da ciò dipende la possibilità di sconfiggere molte malattie, compreso il cancro. Davide Corona, biochimico e genetista di 36 anni, si è distinto in questo campo per avere scoperto il ruolo del fattore ISWI, proteina importante nei meccanismi di lettura dell’informazione genetica. Tornato in Italia dagli Stati Uniti grazie ai finanziamenti Telethon e della Fondazione Giovanni Armenize-Harvard, dirige un gruppo di ricerca al Dipartimento di Scienze Biochimiche dell’Università di Palermo e ha un obiettivo: un mappa dei fattori che regolano l’accesso al dna.
Lei studia i meccanismi di accesso all’informazione del dna nella cellula. Può spiegare cosa vuol dire?
Il dna è come un treno i cui vagoni, migliaia, sono i geni. Supponiamo che in certe circostanze occorra salire su certi vagoni ma non su altri. Il segnale potrebbe partire dai capistazione via radio, poi all’interno del treno i controllori potrebbero eseguire l’ordine chiudendo alcune porte e aprendone altre. Bene, fuori di metafora i capistazione sono gli stimoli esterni alla cellula: presenza di fattori di crescita, vicinanza a un’altra cellula e così via. I controllori sono i fattori che modulano il genoma, ossia proteine che accendono e spengono alcuni geni interagendo con altre proteine in cui questi sono impacchettati.
E uno di questi fattori si chiama ISWI ed è stato scoperto dal suo gruppo...
Sì, è stata una scoperta importante. Abbiamo capito che questa proteina impacchetta il dna e viene modulata da altri fattori capaci di eliminare quei segnali che ne inibiscono la sua funzione.
Quindi voi siete interessati a capire come meccanismi di questo tipo si inceppano.
Sì, perché se un controllore apre il vagone sbagliato possono insorgere malattie come il cancro.
A causa della crescita incontrollata della cellula?
Non solo, ed è il punto importante. Ci sono altre conseguenze ancora non comprese e che nondimeno possono essere all’origine di varie malattie genetiche.
Il prossimo passo?
Usiamo come modello delle nostre ricerche la sindrome di Williams-Beuren, una malattia genetica rara che ha probabilmente origine da un difetto della lettura del dna. Stiamo per mettere a punto una mappa, di prossima pubblicazione su PLoS Biology, che associa a ogni fattore la proteina che nella nostra metafora ha il ruolo di controllore, una determinata funzione nel meccanismo di modulazione del genoma, finalizzato alla sua lettura.
Ricerca in Italia: cosa ne pensa?
La mia esperienza è positiva perché lavoro in un dipartimento che crede nei giovani e nella loro libertà e indipendenza. Purtroppo il mio è un caso raro: quando un ricercatore italiano lascia il proprio paese in piena indipendenza, spesso non riesce a ritornare perché non può più inserirsi. A meno di sottomettersi al barone di turno.
Fonte: www.panorama.it 8 agosto 2008 |