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IRCCS San Raffaele Pisana di Roma cura Parkinson

http://pisana.sanraffaele.it/i
http://www.sanraffaele.it/aree/default/default.asp?c=1
Odorare delle essenze contenute in un kit ed essere capaci di riconoscerle. Potrebbe far pensare ad una prova da sommelier eppure, questo test dell'olfatto, è un metodo di diagnosi precoce per il Parkinson.
Sembrerebbe, infatti, che i pazienti che sviluppano questa malattia neurodegenerativa perdano la capacità di percepire gli odori già 3-4 anni prima della comparsa dei primi sintomi.
Esperimenti pilota sono stati condotti sui famigliari di persone già colpite dal Parkinson e successivi esami, più accurati, ne hanno confermato l'attendibilità. Il test è solo una delle sperimentazioni intraprese dal Centro di Ricerca e Cura della malattia di Parkinson e disturbi del movimento.
Una struttura che si trova presso l'IRCCS San Raffaele Pisana di Roma, che fa parte delle strutture sanitarie di Tosinvest Sanità, noto punto di riferimento nel campo della riabilitazione e del trattamento delle disabilità.
Attraverso questo centro specializzato l'Italia parteciperà ad uno studio condotto a livello mondiale e che vede coinvolti i maggiori istituti nel mondo specializzati in questa malattia, sia in America sia in Europa.
"Il Centro è nato a febbraio 2006 e permette di unire la ricerca di base con la ricerca applicata ai pazienti, spiega Fabrizio Stocchi, neurologo e direttore del Centro. La diagnosi corretta della malattia, lo studio globale del paziente parkinsoniano, l'interazione con altre specialità mediche e la riabilitazione sono sempre state molto difficili ma sono oggi, finalmente, una realtà al San Raffaele di Roma".
Sono molti gli obiettivi che il centro si pone. Innanzitutto quello della ricerca di base sulle cause di questo disturbo che colpisce il sistema nervoso centrale causando la degenerazione di alcune cellule nervose situate nella zona del cervello dove viene prodotta la dopamina, un neurotrasmettitore essenziale per il controllo dei movimenti di tutto il corpo. Secondo obiettivo, la ricerca neurofarmacologica. Si punta allo sviluppo di farmaci che tentano di rallentare il decorso della malattia. Un passo avanti nella strategia terapeutica è l'utilizzo precoce di farmaci dopamino-agonisti che ritardano gli effetti collaterali dovuti all'assunzione di levodopa, farmaco cardine per questa patologia. A breve saranno in commercio anche cerotti a rilascio transcutaneo, dal 2007 sarà introdotto il primo farmaco per migliorare il controllo dei movimenti involontari in modo mirato, inoltre si sta diffondendo la tecnica chirurgica, in gastroscopia, per dosare in modo costante la dopamina.
"All'interno del centro è attivo il <<clinical trial center>> dedicato agli studi clinici farmacologici, uno dei pochissimi esistenti in Italia, aggiunge Stocchi".
Infine, per i pazienti, una miglior offerta a livello di diagnosi, terapia e riabilitazione, con particolare lavoro sinergico con altri specialisti. Il Parkinson è infatti una malattia sistematica che colpisce anche il sistema urinario, gastrointestinale, respiratorio, cardiovascolare.
Il Centro è stato recentemente inserito fra i possibili beneficiari dei fondi derivanti dal 5 per mille della dichiarazione dei redditi per la ricerca scientifica.
Sono tutte linee di azione significative soprattutto se si da uno sguardo alle cifre relative alla patologia: l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) stima che, in tutto il mondo, il 0,5% della popolazione è affetta da Parkinson, per un totale di circa 30 milioni di persone. In Italia i malati sono 400 mila: il 3-4% ha un'età inferiore ai 50 anni, l'1% supera i 65 anni e la fascia d'età più colpita è quella compresa tra gli 85-90 anni. In generale, sono gli uomini i più colpiti, il 55% dei casi.

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