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Scelta del TFR e Rendita di scorta

Quanto vale una rendita di scorta?.
Un'elaborazione della società Progetica, stima con alto grado di probabilità, il capitale accumulabile in base a versamento annuo, durata e livello di rischio.
Qunto puo valere, come rendita integrativa o complementare, versare mille euro l'anno in un fondo pensione? E' la domanda che i lavoratori, alle prese con la scelta del TFR, si pongono.
E' una risposta la si può trovare nelle tabelle che pubblicheremo in questo articolo.
Un quarantenne che versa da qui al 2032 mille euro, per un totale di 25.000 euro, può sperare di ottenere, con un ragionevole certezza, una rendita mensile da 125 a 196 euro a secondo del comparto scelto.
La previdenza integrativa sarà meno generosa con le donne che si pensionano prima e in genere vivono più a lungo. La rendita varierà, sempre per una quarantenne di oggi, dai 75 ai 102 euro al mese.
Il primo importo si riferisce alla pensione ottenuta con l'iscrizione a una <<linea garantita>>, il secondo aderendo a una <<linea azionaria globale>>. Più o meno a metà strada si troverà chi punta sulla <<linea obbligazionaria>>.
Si tratta di importi reali, cioè che avranno tra venti o trentanni lo stesso significato di oggi in termine di potere d'acquisto. La strada della previdenza integrativa insomma è lunga e faticosa.
Più il traguardo è lontano, più la rendita cresce.
Un trentenne che versa mille euro l'anno fino a 65 anni potrà contare su un assegno di scorta che va dai 179 a 385 euro al mese.
La collega donna, nella medesima situazione, si dovrà accontentare solo di un assegno che va dai 116 ai 211 euro al mese.
Il venticinquenne di oggi, dopo 40 anni di versamenti, per un totale di 40.000 euro, può accumulare un montante di 49.035 con la gestione garantita, di 69.700 con l'obbligazionaria e 124.920 con l'azionario globale.
Questi importi daranno luogo ad una pensione integrativa da 2.535 a 6.455 euro l'anno per un uomo di sessantacinque anni, da 1.670 a 3.590 per una donna di sessanta.
Le simulazioni sono state realizzate dalla società di consulenza Progetica e consentono a ciascuno, in base all'età, a alla propensione al rischio, di valutare quanto può effettivamente rendere un investimento integrativo. I calcoli sono fatti prendendo a riferimento un versamento di mille euro l'anno.
Le tabelle sono di tre tipi: nella prima, quella denominata <<Montante Reale>>, viene riportato il capitale che, presumibilmente, si riuscirà ad accumulare in base alla durata dei versamenti e alla linea d'investimento scelta. Nelle altri due la <<Rendita annua>> a fronte del capitale accumulato per un uomo e per una donna.
"Le stime si basano sul <<metodo Monte Carlo>>, spiega Sergio Sorgi, vicepresidente di Progetica. Un modello scientifico che stima i valori futuri dei rendimenti dei titoli in portafoglio attribuendo ad essi probabilità di accadimento: negli esempi è stato considerato uno scenario prudenziale con l'<<84% di propabilità statistiche di accadimento>>. I valori sono al netto dei costi medi di mercato".
Si tratta di stime tutto sommato prudenziali. Non si è però tenuto conto dell'<<effetto fiscale>>, nè sul piano della deducibilità nè su quello della tassazione finale.
Come si può vedere il montante totale dipende molto dalla linea prescelta: tra quella prudentissima e quella impegnata <<in Borsa sulle lunghe scadenze, il capitale può più che raddoppiare>>.
"Il comparto garantito è simile a quello destinato a ricevere il TFR dei lavoratori che non si pronunceranno entro il 30 giugno 2007, sostiene Sorgi. Per un lavoratore che abbia parecchi anni davanti a sè prima del pensionamento, scegliere una linea di questo tipo in modo tacito, non esprimendo cioè alcuna indicazione, oppure esplicito, significa rinunciare alla prospettiva di una maggiore rivalutazione dei versamenti".
Nella previdenza integrativa le donne sono fortemente penalizzate.
"Nelle simulazioni sono state adottate le statistiche più aggiornate sulla mortalità, spiega Sorgi, in base a cui un uomo di sessantacinque anni ha una aspettativa di vità residua di oltre vendidue (oltre 87 anni) e una donna di sessanta di oltre trenta (oltre 90). Per valutare la maggiore o minore convenienza di una soluzione di previdenza integrativa bisogna tener conto anche di questa variabile".
Non basta, insomma, considerare quale <<rendita vitalizia>> ci si può ragionevolmente attendere, ma anche qual'è la <<durata di liquidazione>> prevista in base alle statistiche.
"Questo raffronto, sottolinea Sorgi, è utile per aderenti vicini all'età pensionabile e per i piani di versamento di breve durata, in cui la rendita iniziale è spesso inferiore al contributo annuo. Considerando che presubilmente essa verrà liquidata per un numero di anni nettamente superiore a quello per i quali si è pagato, il conto torna in attivo".

Test di rendimento: Montante Reale (il capitale accumunabile annuo con un contributo di mille euro) e la Rendita Ipotetica (rendita annua stimata per 1.000 euro di versamemto fino al tempo della pensione).
Scenario probabilistico, che ha l'84% di possibilità di verificarsi.

Montante Reale in euro

Durata
versam.
in anni
Linea
Garantita
Linea
Obbligazio.
Linea
Azionaria
Globale
5 5.085 5.195 6.150
10 10.425 11.105 10.985
15 16.045 17.845 19.065
20 21.960 25.565 29.775
25 28.195 34.415 44.105
30 34.775 44.580 63.390
35 41.715 56.265 89.480
40 49.035 69.700 124.920

Rendita annua Uomo in euro

Anno
nascita
Durata
versam.
in anni
Linea
Garantita
Linea
Obbligazio.
Linea
Azionaria
Globale
1952 10 575 615 605
1957 15 885 985 1.050
1962 20 1.170 1.365 1.590
1967 25 1.505 1.835 2.355
1972 30 1.795 2.305 3.275
1977 35 2.155 2.905 4.620
1982 40 2.535 3.600 6.455

Rendita annua Donna in euro

Anno
nascita
Durata
versam.
in anni
Linea
Garantita
Linea
Obbligazio.
Linea
Azionaria
Globale
1952 5 215 220 200
1957 10 440 465 460
1962 15 675 750 800
1967 20 900 1.050 1.225
1972 25 1.130 1.380 1.770
1977 30 1.395 1.785 2.540
1982 35 1.670 2.255 3.590

 

Fonte Tabelle: Progenica

Fonte articolo: CorrierEconomia 26 Marzo 2007

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